Elezioni 2013: chi saranno i ministri candidati?

Il futuro politico dei ministri tecnici

di guido

Con il debutto ufficiale della lista Monti alla Camera e al Senato è già partito il toto-candidature, e la curiosità è alta soprattutto per quanto riguarda gli attuali ministri tecnici, molti dei quali non vedono l’ora di “saltare il fosso” e diventare politici a tutti gli effetti. Già nei 13 mesi di governo si è spesso parlato del futuro dei tecnici, ora siamo alla stretta finale: va però ricordato che non più di due mesi fa, quando la salita in campo di Monti era ancora di là da venire, lo stesso premier invitava alla cautela:

Trattandosi di ministri, e per di più di un governo tecnico, mi auguro che le eventuali candidature siano limitate nel numero e distribuite politicamente

Cominciamo da chi sicuramente (o quasi) non siederà nel prossimo Parlamento. Lorenzo Ornaghi, Paola Severino ed Elsa Fornero hanno fatto sapere che torneranno all’insegnamento e alla libera professione senza rimpianti, Anna Maria Cancellieri ha rifiutato le offerte di candidature che erano piovute praticamente da tutti e tre i principali schieramenti e tornerà a disposizione delle istituzioni dopo aver seguito dal Viminale lo svolgimento delle prossime elezioni. Anche Filippo Patroni Griffi dovrebbe tornare al Consiglio di Stato, ma non è escluso che rientri tra i nomi “selezionati” per la lista del premier. Passiamo invece a chi sicuramente sarà della partita.

A dispetto dell’invito di Monti, finora i ministri scesi in campo sono diversi e tutti con il premier: il ministro della Salute Renato Balduzzi ha dato la propria disponibilità a una candidatura in Piemonte, e con lui potrebbe esserci anche il titolare dell’Istruzione Francesco Profumo, ex rettore del Politecnico. Il premier non si è ancora espresso pubblicamente ma la loro presenza è quasi certa, bisogna solo vedere in quale delle liste saranno candidati.

Per due che hanno dato la disponibilità, c’è uno che è già ufficialmente in lista: si tratta del ministro dell’Agricoltura Mario Catania, di gran lunga uno dei più ansiosi di debuttare in Parlamento. Non si candiderà con Scelta Civica bensì con l’Udc, che, secondo lo stesso Catania:

è un partito che negli ultimi anni più di altri ha saputo rinnovarsi con un gruppo dirigente giovane e qualificato.

Alla fine non dovrebbe essere candidato il ministro Andrea Riccardi, uno dei fautori della candidatura di Monti. A lui il premier ha affidato la responsabilità di stilare le liste elettorali, quindi è possibile che decida di restarne fuori, ritagliandosi un ruolo all’esterno del Parlamento.

Restano in bilico altri due nomi “pesanti”. Il primo è quello di Fabrizio Barca, ministro per la Coesione territoriale, e finora unico dei tecnici a non aver sposato l’Agenda Monti (criticandola anche in più occasioni). Vicino al PD, ha rifiutato la candidatura a sindaco di Roma ma non potrà essere presente nelle liste elettorali per la decisione di Bersani di non candidare ministri uscenti: potrebbe esserci una deroga all’ultimo momento, ma in ogni caso il futuro politico di Barca è sicuro.

Era sicuro anche per Corrado Passera, ma il ministro-star è stato messo in un cantuccio dal protagonismo del duo Montezemolo-Riccardi. Deluso dalla scelta di Monti di non fare una lista unitaria alla Camera, si è allontanato dal progetto del premier, che però proprio oggi durante l’intervista a SkyTG24 lo ha richiamato: “Spero che per Passera non sia scritta la parola fine e che ci ripensi”.

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