Palermo, processo Addio pizzo: 141 anni di carcere, 30 anni ai Lo Piccolo

Condanne a complessivi 141 anni di carcere per 13 dei 17 imputatti nel processo “Addio pizzo”. Lo hanno deciso giudici della seconda sezione del tribunale di Palermo dopo una camera di consiglio durata più di tre giorni nel bunker dell’Ucciardone.Gli imputati – boss, gregari ed estortori delle cosche palermitane di San Lorenzo Tommaso Natale, Resuttana,

di remar


Condanne a complessivi 141 anni di carcere per 13 dei 17 imputatti nel processo “Addio pizzo”. Lo hanno deciso giudici della seconda sezione del tribunale di Palermo dopo una camera di consiglio durata più di tre giorni nel bunker dell’Ucciardone.

Gli imputati – boss, gregari ed estortori delle cosche palermitane di San Lorenzo Tommaso Natale, Resuttana, Cardillo e Cruillas – erano accusati di associazione mafiosa, estorsione, danneggiamento, detenzione illegale di armi. Due commercianti sono stati assolti dall’accusa di favoreggiamento.

La pena più pesante è stata inflitta ai boss Salvatore e Sandro Lo Piccolo, 30 anni ciascuno. Secondo l’accusa i capi del mandamento di Tommaso Natale…

avevano messo su un complesso sistema di esazione del pizzo che non serviva solo per recuperare fondi necessari alla sopravvivenza dell’organizzazione mafiosa, ma anche per costruire un totale controllo sul territorio

Nel processo i pubblici ministeri della Dda hanno contestato agli imputati una quarantina di casi di estorsione. Riconosciuti anche i danni alle associazioni antiracket di Palermo che si erano costituite parte civile – “Addio Pizzo”, “Sos Imprese”- così come il Comune e la Provincia di Palermo.

I pm Marcello Viola, Francesco Del Bene, Gaetano Paci e Annamaria Picozzi avevano chiesto condanne per complessivi 250 anni di carcere contro gli estortori del clan Lo Piccolo. Su Sicilia Informazioni si legge di qualche caso di estorsione dibattuto nel procedimento e dei “pizzini” dei Lo Piccolo…

Tra gli episodi trattati nel processo l’incendio del colorificio di Rodolfo Guajana, che si rifiutò di pagare il pizzo, le estorsioni alla discoteca Scalea club, il cui il titolare, invece, Gaspare Messina, pressato dai Lo Piccolo ritrattò la propria dichiarazione. Fondamentali, per l’accusa, i pizzini trovati nel covo dei Lo Piccolo al momento dell’arresto, avvenuto a Giardinello il 5 novembre 2007. In essi c’erano i nomi delle vittime, le somme da pagare e le date di riscossione. I commeridanti assolti sono Maurizio Buscemi e Salvatore Catalano. Si erano rifiutati di ammettere di avere pagato; per loro erano stati chiesti due anni di carcere.

Nel corso del processo è stato sentito anche l’ex legale dei boss Salvatore e Sandro Lo Piccolo, oggi collaboratore di giustizia.

Gli altri condannati sono: Massimo Troia, 16 anni; il boss Francesco Di Piazza, 12 anni; Giordano Sebastiano, 10 anni; Vittorio Bonura, Rosolino Di Maio e Giovan Battista Giacalone, 9 anni e 4 mesi; Luigi Bonanno, 9 anni. Agli altri imputati, capi e gregari delle cosche palermitane, sono state inflitte pene comprese tra i 3 anni e 6 mesi e i 5 anni e 4 mesi di carcere.

Via | Hercole

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