Oscar Pistorius di nuovo in aula: la difesa smonta la ricostruzione dell’accusa

Dopo quasi sei ore di udienza, il caso viene aggiornato a domani. Si tornerà in aula alle 11 per le dichiarazioni di accusa e difesa e l’attesa decisione del giudice, chiamato ad esprimersi sulla scarcerazione dell’atleta. Quella di domani, salvo colpi di scena, dovrebbe essere l’ultima parte di questa lunghissima udienza preliminare.13.40 – Stamattina l’agente

Dopo quasi sei ore di udienza, il caso viene aggiornato a domani. Si tornerà in aula alle 11 per le dichiarazioni di accusa e difesa e l’attesa decisione del giudice, chiamato ad esprimersi sulla scarcerazione dell’atleta. Quella di domani, salvo colpi di scena, dovrebbe essere l’ultima parte di questa lunghissima udienza preliminare.

13.40 – Stamattina l’agente Botha ha dichiarato di temere che Pistorius, se scarcerato, possa lasciare il Sudafrica. L’accusa torna su quella dichiarazione e chiede conferma: “Crede davvero che un personaggio conosciuto come Pistorius possa provare a lasciare il Paese senza che nessuno se ne accorga?“. La risposa è affermativa:

Sa che rimanendo qui potrebbe trascorrere fino a 15 anni dietro le sbarre. Troverà sicuramente un modo per scappare. So chi è, so cosa ha fatto. E’ un grande sportivo, ma comunque possibile.

13.28 – Altra rivelazione mai emersa prima: Botha sostiene di aver incontrato Pistorius per la prima volta in seguito ad un “incidente in casa sua, quando l’atleta fu arrestato“. Fino ad ora non si era ancora parlato in aula di precedenti arresti di Pistorius. In quell’occasione, sostiene la difesa, Pistorius finì in carcere senza alcun motivo. Ancora oggi è in corso la causa contro la donna che sosteneva di esser stata aggredita da lui.

13.14 – Gli attacchi della difesa dell’atleta sono finiti. Ora l’agente Botha sarà interrogato dall’accusa, rappresentata da Gerrie Nel. Il poliziotto, ora più tranquillo, ribadisce di essere contrario al rilascio su cauzione dell’imputato e rivede la distanza tra l’abitazione di Pistorius e quella della sua vicina di casa: prima aveva parlato di 600 metri, ora sostiene che si tratta di circa 300 metri. Le urla sentite dalla donna, quindi, poteva provenire soltanto da casa dell’atleta.

12.57 – Altro punto a favore della difesa dell’atleta, soprattutto perchè l’agente Botha sembra ormai sfinito dalle domande e non è più in grado di ribattere con sicurezza alle affermazioni dell’avvocato Roux:

Possiamo affermare che le grida sentite dalla testimone non provenivano da casa di Pistorius. Non siete in grado di collegare quel particolare a quello che è realmente accaduto.

L’agente ha ammesso in aula di essere entrato sulla scena del crimine senza essersi coperto le scarpe, quasi certamente contaminandola.

12.40 – Lo scontro tra la difesa di Oscar Pistorius e il poliziotto Hilton Botha, protagonista assoluto della prima parte dell’udienza, è ripreso come da programma. L’agente prova a difendersi: “Me ne sto qui senza le dichiarazioni degli specialisti, senza i risultati delle analisi balistiche“, come a dire che quello che ha raccontato stamattina ha delle prove, ma che al momento non è in grado di fornirle.

L’avvocato precisa che le “cosiddette munizioni illegali rinvenute nell’appartamento” appartengono al padre di Oscar Pistorius. E, sempre rivolto a Botha: “Ma voi non vi siete preoccupati di controllare, vero?“. L’agente annuisce e conferma anche di non avere alcuna prova che Pistorius aveva inserito le protesi prima di sparare a Reeva.

11.42 – L’avvocato Roux è più agguerrito che mai. Sottolinea come non ci fossero segni di violenza sul corpo di Reeva, né prove del fatto che la giovane modella abbia cercato di difendersi. L’agente Botha non può che confermare. Nulla sulla scena del crimine, sottolinea il poliziotto, è inconsistente con la versione della sparatoria accidentale fornita da Pistorius. Un punto per la difesa. L’udienza viene momentaneamente interrotta per una pausa di 45 minuti.

Oscar Pistorius, seconda udienza
Oscar Pistorius, seconda udienza
Oscar Pistorius, seconda udienza
Oscar Pistorius, seconda udienza

11.27 – La vescica di Reeva era vuota. Questo dato di fatto, secondo l’accusa, conferma il fatto che la giovane si fossa alzata nel cuore della notte per andare in bagno. La difesa azzarda un’altra ipotesi: “e se la vescica si fosse svuotata in seguito ad una perforazione?“. Roux incalza contro Botha, che inizia ad innervosirsi:

E’ d’accordo col fatto che Pistorius si sentisse vulnerabile senza le sue protesi? Perchè la polizia non ha fatto controlli più approfonditi sugli altri telefoni presenti in casa? perché nonna controllato gli interruttori della luce? Se aveste controllato a fondo le scatole di medicinali di Pistorius vi sareste accorti che non si trattava di testosterone, ma di medicine del tutto legali. Avete cercato di capire con chi ha parlato Pistorius subito dopo l’omicidio? Avete preso il telefono e controllato se Pistorius avesse contattato l’ospedale?

Il commento della giornalista Karyn Maughan lascia poco spazio all’immaginazione: “E’ come vedere il massacro di un cucciolo di foca!

L’agente Botha ha risposto negativamente a quasi tutte le domande. L’intento della difesa di Pistorius – screditare il lavoro certosino delle autorità locali – sta riuscendo.

11.17 – Altro particolare a sfavore di Pistorius. La testimone, che abita a circa 600 metri dall’abitazione del campione, ha riferito di aver sentito prima 2-3 spari, poi di aver notato le luci accese e, 17 minuti dopo, di aver sentito altri 2-3 spari. E’ vero che la testimone non ha potuto identificare Reeva, ma è anche vero che il particolare delle luci accese smonta completamente il racconto di Pistorius, che ha sempre riferito di aver agito al buio.

Si mette decisamente male per Pistorius, che scoppia in lacrime.

11.10Barry Roux, difensore di Pistorius, contesta in aula la dinamica della sparatoria e tenta di far ammettere all’agente Botha che i colpi furono esplosi dalla stanza adiacente al bagno. Botha risponde che, a ben vedere, soltanto uno dei bossoli è stato ritrovato all’esterno del bagno. Gli altri tre, invece, sono stati rinvenuti nella stanza, segno che Pistorius si trovava effettivamente in bagno.

NOTA: Ci sono tre porte nel bagno dell’atleta: una è quella che permette di accedere alla stanza, mentre le altre due danno accesso rispettivamente alla doccia e ai sanitari. Reeva si trovava nella stanzetta dei sanitari, quindi l’intera discussione verte sullo stabilire da dove siano partiti i colpi: la difesa sostiene che Pistorius si trovava all’esterno del bagno, mentre per l’accusa si tratta del contrario.

La testimonianza dell’agente Hilton Botha

11.00 – La testimonianza dell’agente Hilton Botha si è conclusa. Ora, secondo quanto previsto, toccherà al team legale di Pistorius il compito di interrogare l’agente.

Si comincia accusando Botha di non aver detto la verità su quanto accaduto e sul fatto che Pistorius abbia già fornito la sua versione dei fatti della sparatoria. In effetti ha ragione la difesa: ieri il campione ha descritto nel dettaglio cosa accaduto la notte del 14 febbraio, ma in merito all’esatta dinamica della sparatoria è stato piuttosto vago.

10.55 – Una testimone ha riferito di aver sentito delle urla provenenti dall’abitazione di Pistorius tra le 2 e le 3 di quella notte, un’ora di litigi interrotta soltanto dal rumore degli spari. Il testimone ha sentito chiaramente una ragazza urlare.

Per questo l’agente Botha è convinto che Pistorius sapesse che Reeva si trovava in bagno in quel momento. I colpi esplosi, sostiene Botha, erano proprio destinati a lei.

10.51 – Il poliziotto mette in evidenza uno dei punti oscuri di quella sera. Se davvero Pistorius temeva per la sicurezza di Reeva, come mai sentendo i rumori provenienti dal bagno non si è assicurato che la fidanzata fosse sdraiata accanto a lui? Il suo primo istinto, invece, è stato quello di prendere la pistola e andare a controllare.

10.40 – Botha parla degli steroidi trovati in casa di Pistorius:

In camera da letto abbiamo trovato due confezioni di testosterone, aghi e siringhe.

E prosegue sottolineando che Oscar Pistorius non ha mai denunciato violenze e minacce di morte nei suoi confronti. Questo smentisce il racconto dell’atleta, che ha racconto di esser stato vittima di una rapina e di un altro crimine violento. O meglio, se anche quegli episodi fossero accaduti, le autorità non sarebbero state avvertite.

A questo si aggiunge un altro particolare, già riportato nei giorni scorsi dalla stampa sudafricana e conferma oggi da Botha: nel gennaio scorso Pistorius si trovava in un ristorante quando, maneggiando la pistola di un suo amico, esplose un colpo accidentale. Nessuno rimase ferito.

Emergono anche altri particolari che sottolineano, secondo Botha, il carattere violento di Pistorus: in occasione di una corsa d’auto, il campione paralimpico avrebbe discusso animatamente con un presunto rivale in amore, minacciandolo. Furono gli amici a far desistere l’atleta, ricordandogli che un episodio del genere avrebbe avuto pesanti ripercussioni sulla sua immagine.

10.30 – L’udienza è ripresa. La piantina dell’abitazione di Pistorius viene proiettata su un grande schermo, mentre l’agente Botha riprende a descrivere la dinamica dell’omicidio di Reeva, illustrando gli spostamenti dell’atleta così che tutti i presenti possano comprendere. Per l’agente non ci sono dubbi: Pistorius sostiene di aver sparato senza aver prima indossato le sue protesi, ma le analisi balistiche hanno rivelato che i colpi sono stati esplosi da un’altezza che smentisce la versione dei fatti dell’atleta.

Non c’era modo di uscire da quel bagno senza passare per la porta.

Pistorius, intanto, ascolta a testa bassa e prende appunti.

9.54 – La Corte aggiorna l’udienza per una trentina di minuti per visione con calma il materiale acquisito e dare modo ai tecnici di installare i proiettori in aula.

9.44 – L’agente Botha sta descrivendo la dinamica della sparatoria, spiegandola dal suo punto di vista. Il giudice lo interrompe e chiede di poter visionare una piantina della stanza, così da poter trovare un riscontro alle parole del poliziotto. La difesa di Pistorius è preparata e in possesso della piantina.

9.28 – le autorità, come confermato dall’agente Botha, hanno intenzione di aggiungere alla già pesante accusa di omicidio premeditato quella di possesso di munizioni senza regolare licenza. Gli iPhone rinvenuti in casa, di cui almeno uno di proprietà di Pistorius, non furono usati per chiamare né i paramedici né la polizia. Stesso discorso per il Blackberry dell’atleta, non utilizzato da diversi mesi. Botha continua il suo racconto:

Attraverso la porta del bagno sono stati esplosi 4 colpi. Pistorius è sospettato di aver utilizzato una mazza da cricket per buttar giù la porta. I colpi erano indirizzati verso il lavabo, non verso il WC.

9.18 – l’udienza è appena iniziata ed è subito entrata nel vivo. Il giudice ha chiamato a testimoniare l’agente Hilton Botha, uno tra i primi a giungere sulla scena del delitto e a constatare il decesso di Reeva:

Era già stata dichiarata morta. Indossava degli shorts bianchi e una camicia nera. Era coperta di asciugamani.

Botha si dichiara contrario alla scarcerazione di Pistorius: “si tratta di un reato serio, l’accusato potrebbe fuggire. Se giudicato colpevole, potrebbe essere condannato anche a 15 anni di carcere. Ha dei conti offshore e una casa in Italia e noi non abbiamo accordi di estradizione con tutti i Paesi“.

Dopo la lunga e impegnativa giornata di ieri, il campione paralimpico Oscar Pistorius torna in aula questa mattina a Pretoria, in Sudafrica, per la terza parte dell’udienza preliminare. Oggi sarà il giorno della verità: l’atleta, accusato di omicidio premeditato in relazione alla morte della fidanzata Reeva Steenkamp, oggi scoprirà se potrà essere rilasciato su cauzione o se dovrà restare in carcere almeno fino all’inizio del processo.

Tutto sembra andare a sfavore del campione, che ieri per la prima volta ha fornito in aula la sua versione dei fatti, ben diversa da quella ricostruita dagli inquirenti e da quella presa per vera dal giudice Desmond Nair. La difesa dovrà tentare il tutto per tutto e trovare una “circostanza eccezionale” che dovrebbe motivare il rilascio dell’atleta su cauzione.

Pistorius e la sua famiglia sono già arrivati in Tribunale, l’udienza dovrebbe iniziare a momenti. A tra poco con tutti gli aggiornamenti in tempo reale.

Foto © Getty Images

Ultime notizie su Inchieste e processi

Tutto su Inchieste e processi →