Le Province saranno abolite di fatto. Arriva il piano Brunetta-Maroni

Il dibattito sull’abolizione delle province si insegue ormai da mesi, per non dire anni; tra le insistenze degli uni e le resistenze di altri, come l’alleato di governo leghista. Proprio per superare l’impasse del Carroccio il Ministro dell’innovazione Renato Brunetta ha preparato un piano a lungo termine in accordo col titolare del Viminale Roberto Maroni,

di luca17

Il dibattito sull’abolizione delle province si insegue ormai da mesi, per non dire anni; tra le insistenze degli uni e le resistenze di altri, come l’alleato di governo leghista. Proprio per superare l’impasse del Carroccio il Ministro dell’innovazione Renato Brunetta ha preparato un piano a lungo termine in accordo col titolare del Viminale Roberto Maroni, anticipato in un’intervista al Tgcom. Vediamo di che si tratta.

Le province non saranno cancellate ma semplicemente svuotate di costi e poteri. In altre parole rimarranno come enti di secondo livello tra comuni e regione, privati di una reale rappresentanza espressa mediante il voto. Saranno presiedute dal sindaco del comune capoluogo e composte dai primi cittadini degli altri comuni, mantenendo i soli compiti strettamente inerenti all’amministrazione della provincia stessa.

Questo consentirà di ridurre enormemente il costo di un ente fondamentalmente inutile, andando ad abbattere la spesa per gli amministratori attualmente stimata in 115 milioni di euro circa. Rimane il costo del personale, ma almeno un primo passo sulla via del risanamento dello spreco sarebbe compiuto.

Il progetto così com’è andrebbe anche ad ovviare al problema costituzionale, che l’abolizione tout court ovviamente pone. Eliminare completamente le province imporrebbe infatti un iter di revisione costituzionale lungo e difficile, mentre il semplice “svuotamento” consente di raggiungere l’auspicato risultato economico. Una volta ottenuto questo nulla vieta di arrivare anche alla revisione della carta in un secondo momento.

Non essendo più possibile cambiare lo status vigente prima degli imminenti appuntamenti elettorali, il piano – denominato codice degli enti locali – potrebbe entrare a regime prima del voto immediatamente successivo, tra 4 o 5 anni. E ricordiamo che il progetto include anche l’abolizione delle comunità montane.