Assegno di disoccupazione ai giovani: in Danimarca è boom di richieste.. e in Italia?

> A volte vale la pena di guardare alla stampa straniera anche per motivi diversi dal cercare di cogliere l’immagine del nostro paese all’estero. Prendiamo questa notizia tratta Politiken.dk: in Danimarca il numero di giovani che ricevono sussidio di disoccupazione è quadruplicato dall’inizio della crisi. A Copenhagen ci si preoccupa del fatto che “un’intera generazione

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A volte vale la pena di guardare alla stampa straniera anche per motivi diversi dal cercare di cogliere l’immagine del nostro paese all’estero. Prendiamo questa notizia tratta Politiken.dk: in Danimarca il numero di giovani che ricevono sussidio di disoccupazione è quadruplicato dall’inizio della crisi.

A Copenhagen ci si preoccupa del fatto che “un’intera generazione rischia di non entrare mai nel mercato del lavoro”. Quello che dovrebbe colpire noi è invece constatare la distanza che ci separa dal resto d’Europa: dalle nostre parti infatti è ben difficile che un giovane riesca a ricevere un sussidio di disoccupazione.

Tanto per informazione già nel 2006, ben prima della crisi, la disoccupazione giovanile italiana toccava il 24%, ben il triplo di quella danese. Gli under 25 italiani hanno dunque molta più difficolta a trovare e mantenere un lavoro (cornuti) e non ricevono praticamente nessun sostegno dallo Stato (mazziati).

Non ci si stupisca perciò se i giovani nostrani escono tardi di casa o non fanno più figli: la spiegazione risiede infatti in gran parte nei dati riportati. Quello che dovrebbe creare meraviglia è invece il fatto che i nostri politici, che avrebbero il potere per cominciare a risolvere il problema, preferiscono piuttosto prendersela con i giovani stessi, dando loro dei “bamboccioni” e dei “pecoroni“, come ha fatto spesso Brunetta sulla scia dell’ormai dimenticato Padoa Schioppa.

Il ministro Sacconi, da parte sua, ha dichiarato qualche settimana fa che “per i giovani questa crisi sarà una ventata di responsabilità“, giustificando in questo modo la sua intenzione di concentrare gli investimenti per gli ammortizzatori sociali sui capofamiglia adulti. In pratica, esattamente la stessa politica che è stata perseguita dal dopoguerra ad oggi, con i risultati che tutti possono vedere.

Ci sono però alcuni giovani che non sembrano preoccupati dalla questione: sono quelli del PDL, che intervenendo al recente congresso hanno affermato di volere un’Italia con “meno ammortizzatori sociali” e alla proposta del PD di un sussidio di disoccupazione unico hanno risposto che “i giovani non hanno bisogno di assistenzialismo, di spinte o spintarelle”. Incredibile ma vero: trovate tutto documentato nel video qui sotto, dal minuto 3:05.