Scarcerato Alì Agca: chi è l’attentatore del Papa

E così da oggi Alì Agca, l’attentatore che aveva sparato al Papa, è tornato libero: dopo 19 anni passati in carcere in Italia e 10 in Turchia – per un omicidio precedente all’attentato a Giovanni Paolo II nel 1981 – è stato scarcerato. Deliranti le sue prime parole:“io proclamo la fine del mondo, tutto il

E così da oggi Alì Agca, l’attentatore che aveva sparato al Papa, è tornato libero: dopo 19 anni passati in carcere in Italia e 10 in Turchia – per un omicidio precedente all’attentato a Giovanni Paolo II nel 1981 – è stato scarcerato. Deliranti le sue prime parole:

“io proclamo la fine del mondo, tutto il mondo sara’ distrutto in questo secolo, ogni essere umano morira’ in questo secolo, io sono il Cristo eterno”

Non per nulla, non è che ora è libero di andare a zonzo per la Turchia e il mondo: verrà portato in una base militare dove sarà visitato e verranno valutate le sue condizioni psichiche – non proprio a posto, così a occhio.

Ma chi è Alì Agca? Vediamo dopo il salto…

Alì Agca, per molti è una marionetta: giusto quello. Turco, nato nel 1958 a Yesiltepe, è stato un giornalista, ma soprattutto un terrorista. Membro dei Lupi Grigi, organizzazione di estrema destra, già negli anni ’70 commise il primo omicidio: sparò infatti al direttore di un giornale, Abdi Ipekci, di cui si trova poco in lingua italiana. Vi traduco un pezzo che trovate in inglese su freemedia.at
ipekci

Abdi Ipekci riuscì a gettare le basi per un ponte per i superare le divisioni e gli odi nazionalistici tra la Turchia e la Grecia. In questo modo, Ipekci divenne un giornalista rispettato in entrambi i Paesi. Nato a Istanbul nel 1929, iniziò a lavorare al Yeni Sabah, poi allo Yeni istanbul, in seguito passò all’Istanbul Express, nel 1961. Ad appena 25 anni fu nominato direttore del Milliyet (in turco: La Nazione) che divenne in breve tempo uno dei giornali più influenti in Turchia. Di opinioni moderate, fu un argine alle derive autoritarie in un profondamente diviso

Alì Agca lo uccide nel 1979. Agca, era membro, come detto, dei Lupi Grigi: una specie di banda della Magliana, in versione turca. Anche lì, intrecci tra criminalità servizi segreti, politica, e chi più ne ha più ne metta. Ma come si arriva all’attentato al Papa? Una delle vulgate più accreditate, prevede questo percorso.

Giovanni Paolo II a inizio anni ottanta, finanzia, tramite lo IOR, i movimenti che nelle repubbliche socialiste satellite dell’Unione Sovietica mettono in crisi il modello loro imposto del socialismo reale. Un nome su tutti: Solidarnosc. In Polonia, il Vaticano manda parecchio denaro, e offre un supporto fondamentale dal punto di vista diplomatico e finanziario.

All’Unione Sovietica, questo non va giù: a Jurij Andropov, soprattutto al tempo a capo del KGB e futuro segretario generale del PCUS. Se ne parlava a inizio anni novanta

L’agenzia di stampa sovietica Novosti ha smentito ieri le notizie di fonte americana secondo cui il Kgb avrebbe in pratica commissionato un attentato contro Giovanni Paolo II. Il maggiore Victor Sheymov, fuggito negli Stati Uniti nel 1980, all’ epoca responsabile della sicurezza delle comunicazioni del servizio segreto sostiene che Breznev e Andropov tramavano per uccidere il pontefice. L’ organo di stampa sovietico afferma in un comunicato di non volere entrare nel merito delle affermazioni del maggiore Victor Ivanovich Sheymov, fuggito negli Stati Uniti nel 1980, ma ipotizza che dietro le notizie pubblicate dal Washington Post ci sia una manovra che vuole impedire il disgelo dei rapporti fra il potere sovietico e il Papa

chiaro che non possa essere tutto commesso direttamente. Il KGB “subappalta” l’attentato ai servizi segreti bulgari, i quali, a loro volta, passano la palla a quelli turchi. Dai servizi segreti turchi, ad Alì Agca, il passo è brevissimo. Questo è la tesi che sostiene un alto prelato, rimasto anonimo, in un volume che vi consiglio, Orgoglio e Pregiudizio in Vaticano. Credibile, voi che dite?