Congresso Pdl e Berlusconi: ovvero il prevedibile plebiscito per il Napoleone de’ noantri

Uno dei limiti (o dei pregi?) del presidente del consiglio e leader del Pdl è la prevedibilità. Dal punto di vista politico e comunicativo. Dai tre giorni di congresso fondativo del Pdl, o meglio dal plescibito berlusconiano, tutto come previsto.Partiamo dalla comunicazione. Bene o male, purchè se ne parli. Ormai la tecnica è chiara, dire


Uno dei limiti (o dei pregi?) del presidente del consiglio e leader del Pdl è la prevedibilità. Dal punto di vista politico e comunicativo. Dai tre giorni di congresso fondativo del Pdl, o meglio dal plescibito berlusconiano, tutto come previsto.

Partiamo dalla comunicazione. Bene o male, purchè se ne parli. Ormai la tecnica è chiara, dire una cosa e il giorno dopo ritrattare, dopodichè se ne riparla. Così in settimana troviamo in prima pagina che il Parlamento è inutile, tre ore dopo leggiamo in internet la rituale smentita, e qualche giorno dopo al congresso scopriamo che il leader ha poteri finti (?) e per questo lo stato è inefficiente.

E qui passiamo al politico. E’ più forte di lui, Berlusconi ama fare e sentirsi il “ducetto”, è troppo compiaciuto di se stesso, bastava osservarlo in questo fine settimana tra la folla adorante. Tre giorni passati a ricevere complimenti e leccate di piedi, a non rispondere ai pochi quesiti interessanti arrivati da Fini. Tutto previsto, anche se difficile non chiedersi come anche l’elettore Pdl possa non rabbrividire davanti a un’idea di stato cosi personalistica e cosi infastidita da tutto ciò che limita i poteri del capo, vedi istituzioni e Costituzione.

Se dal punto di vista comunicativo Franceschini e colleghi sembrano aver capito l’elementare controtattica, ovvero non lasciare che sia Berlusconi a dettare l’agenda mediatica e i temi anticipandolo su proposte e discussioni, politicamente parlando fa rabbrividire pensare al destino dell’Italia prossimo a venire, a meno che non si voglia pensare o sperare che Fini conti veramente all’interno della casa napoleonica chiamata Pdl.

Immagine/Il blog senza nome