Oscar Pistorius, in aula le sue dichiarazioni: “Ci amavamo, non ho pianificato di ucciderla, è stato un incidente”

Dopo un breve riepilogo dell’affidavit di Pistorius, la sua versione dei fatti, l’udienza è stata aggiornata a domattina, ore 9. Se tutto va come da programma, domani si saprà se Pistorius riuscirà ad ottenere il rilascio su cauzione. Nel frattempo resterà in custodia in una cella della stazione di Polizia di Brooklyn.Ora che le carte

Dopo un breve riepilogo dell’affidavit di Pistorius, la sua versione dei fatti, l’udienza è stata aggiornata a domattina, ore 9. Se tutto va come da programma, domani si saprà se Pistorius riuscirà ad ottenere il rilascio su cauzione. Nel frattempo resterà in custodia in una cella della stazione di Polizia di Brooklyn.

Ora che le carte sono svelate, o meglio che il racconto di Pistorius è stato reso noto, appare più comprensibile il perchè dei tanti dubbi del giudice e degli inquirenti. Possibile che il 26enne, sentendo i rumori, non abbia pensato di controllare che Reeva fosse accanto a lui prima di prendere la pistola? Se la sua unica preoccupazione era la sicurezza di Reeva, è davvero credibile che non abbia controllato se la giovane era sdraiata accanto a lui?

Pistorius ha anche ammesso di aver gridato, di aver intimato al ladro di andarsene. Possibile che Reeva, se davvero l’atleta si è messo a gridare, non ha risposto rassicurandogli che non c’era alcun ladro in casa? E, ancora, è credibile che Reeva, svegliatasi nel cuore della donna per andare in bagno, si sia chiusa a chiave tanto da dover costringere Pistorius a buttar giù la porta con una mazza?

13.16 – L’avvocato di Pistorius, Barry Roux, sta ora leggendo in aula le dichiarazioni di un amico dell’atleta, che conferma l’amore tra i due fidanzati e gli ottimi rapporti tra due, senza liti o scenate di alcun genere: “si vedeva che si amavano, erano chiaramente innamorati“. Subito dopo è la volta delle dichiarazioni dell’amico Justin Divaris, contattato da Pistorius subito dopo la sparatoria. Fu proprio Divaris, presente stamattina al funerale della giovane modella, a presentare Reeva a Pistorius.

12.50 – Si legge in aula l’affidavit scritto da Pistorius:

E’ nell’interesse della giustizia che io venga rilasciato su cauzione. Non riesco a capire come posso esser stata accusato di omicidio premeditato. Non volevo uccidere Reeva. Sono un maschio adulto, cittadino del Sudafrica e chiedo di essere rilasciato su cauzione. Ho scritto questo affidavit di mia iniziativa e non sono stato influenzato in alcun modo. Tutto quello che segue corrisponde alla verità. Non ho alcuna intenzione di fuggire né di trasferirmi altrove, amo il mio Paese. Non avevo intenzione di uccidere la mia fidanzata. Non sono mai stato condannato per alcuni crimine e nego fermamente di aver pianificato l’omicidio di Reeva, eravamo molto innamorati. Il 13 febbraio avevamo deciso di fare una cena tranquilla a casa, lei mi aveva anche fatto un regalo per San Valentino.

Mentre Pistorius scoppia in lacrime nel sentire le sue dichiarazioni, il giudice interrompe la lettura: “la mia compassione come essere umano non mi permette di continuare“. Dopo aver chiesto al campione di ricomporsi, il giudice Nair ha ripreso la lettura. Si arriva alla notte del delitto.

Io ero a letto, Reeva stava facendo i suoi esercizi Yoga. Sono ben cosciente delle numerose e frequenti effrazioni nel mio Paese. Ho sentito dei rumori provenienti dal bagno e sono stato attraversato da un senso di terrore. Non avevo le protesi, mi sentivo vulnerabile. Era buio e non ho visto che Reeva non era a letto. Ho temuto per la sua vita, ho preso la pistola che tenevo sotto al letto e sono sceso. Ho sparato i colpi contro la porta del bagno e sono tornato in camera che dire a Reeva di chiamare aiuto. Solo in quel momento mi sono accorto che non era lì. Ho preso una mazza e ho sfondato la porta, lì ho visto Reeva. Era ancora viva. Ho chiamato i soccorsi, i paramedici, e provato a trasportarla in ospedale. Ho provato a rianimarla, ma è morta tra le mie braccia. Non riesco a sopportare quello che è successo. Sono sicuro che gli esperti della scientifica potranno provare il mio racconto. Era sicuro che fosse un ladro, è stato un tragico incidente.

Oscar Pistorius, al termine della lettura, ha confermato il contenuto dell’affidavit, accettato ufficialmente come prova. L’atleta dichiara: “sono una star sportiva internazionale, non ho nessuna intenzione di fuggire o di sottrarmi al processo” e si offre di consegnare alle autorità il suo passaporto, così da essere impossibilitato a lasciare il Paese.

12.45 – L’udienza è ripresa con l’intervento di Barry Roux, difensore del campione paralimpico, che ha chiesto alla Corte di fornire le prove di almeno due affermazioni fatte in aula: la discussione tra Pistorius e Reeva nelle ore precedenti al delitto e il fatto che il campione si sia messo le protesi appena prima di esplodere i tre colpi contro la porta del bagno, i tre colpi risultati fatali per la giovane modella.

galleria oscar pistorius in tribunale
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Oscar Pistorius, per il giudice è omicidio premeditato: l’atleta rischia l’ergastolo

12.05 – L’udienza non si è ancora conclusa. Le parti si sono ritirate in camera di consiglio per decidere se già oggi si potrà discutere dell’eventuale scarcerazione di Oscar Pistorius o se è il caso di fissare un’altra udienza. Intanto dal Sudafrica arrivano indiscrezioni secondo le quali all’atleta non sarà permesso di portare in carcere le sue protesi.

11.38 – Nair ha confermato che l’accusa non è definitiva, potrà mutare nel corso del procedimento in base alle informazioni che saranno raccolte man mano. Per ora, in base agli elementi raccolti in questi giorni, l’omicidio di Reeva Steenkamp fu premeditato.

11.27 – Il giudice Desmond Nair ha stabilito che allo stato attuale non è possibile escludere la premeditazione, pertanto conferma la pesante accusa di omicidio precitato. Oscar Pistorius e tutta la sua famiglia scoppiano a piangere in aula: ora le possibilità di uscire dal carcere su cauzione sono pressoché nulle e, salvo colpi di scena, l’atleta potrebbe essere condannato all’ergastolo. A questo punto spetterà ai legali del campione trovare quella “circostanza eccezionale” che permetterà di ottenere la scarcerazione.

11.18 – “Mi spiace avere il compito di dover prendere questa decisione. Il mio lavoro non è affatto facile“, parole del giudice. Non sembra mettersi affatto bene per Pistorius. Se si dovesse decidere per schedule 5, omicidio senza premeditazioni, le possibilità di un rilascio su cauzione non sarebbero così remote.

11.15 – C’è molta tensione in aula, mentre il giudice riepiloga i punti salienti del caso, compresi i tre colpi esplosi contro la porta del bagno. Perché un ladro si sarebbe dovuto nascondere in bagno? La domanda è lecita e sembra smontare la versione dei fatti fornita dall’atleta. Il discorso sembra puntare alla premeditazione del delitto.

11.11 – I magistrati stanno per decidere come sarà trattato ufficialmente il caso di Oscar Pistorius: schedule 6 (omicidio premeditato) e schedule 5 (per altre tipologie di omicidio). Nel primo caso la difesa dovrà provare circostanze eccezionali affinché venga concesso il rilascio su cauzione. L’atleta potrebbe rischiare l’ergastolo.

11.05 – Per la difesa del giovane entrambe le definizioni – “premeditato” e “pianificato” – hanno a che fare con un’attività prima della messa in atto del gesto.

10.58 – i magistrati hanno ancora poche domande da porre. La prima è per accusa, rappresentata da Gerrie Nel, e difesa, l’avvocato Barry Roux, e verte intorno alla definizione di omicidio premeditato, l’accusa contestata allo sportivo. Per lo Stato, spiega il magistrato, “premeditato” è qualcosa di più estremo rispetto a “pianificato“.

10.55 – L’udienza è ripresa. Qualunque sia la decisione che prenderanno i magistrati, Oscar Pistorius potrà uscire prima dall’aula così da non essere perseguitato dai fotografi. Il campione torna in aula.

10.46Daniel Howden, giornalista del quotidiano The Independent, è presente in aula anche in questo momento di pausa e fa sapere che i familiari di Pistorius approfittano dalla sospensione dell’udienza per posare per fotografie, mentre il fratello scherza con lo zio.

10.37 – quella che doveva essere un’udienza lampo rischia di trasformarsi in un mini processo. L’accusa è intenzionata a dimostrare la premeditazione, mentre la difesa farà di tutto per dimostrare il contrario ribattendo punto per punto alla contestazioni dei magistrati.

10.20 – nelle stesse ore in cui a Pretoria è in corso la seconda parte dell’udienza preliminare, a Port Elizabeth si sono appena conclusi i funerali di Reeva Steenkamp. La salma, come confermato dalla famiglia della modella, sarà cremata subito dopo la funzione.

Ancora nessun colpo di scena nella seconda parte dell’udienza preliminare per il campione paralimpico Oscar Pistorius, accusato dell’omicidio premeditato della fidanzata Reeva Steenkamp, uccisa a colpi di pistola la notte di San Valentino nell’abitazione dell’atleta. Come già anticipato nei giorni scorsi, la difesa ha ribadito la versione dei fatti fornita dall’atleta – tragico incidente – mentre l’accusa è rimasta salda alla versione ampiamente illustrata: omicidio premeditato, forse provocato dalla gelosia di Pistorius nei confronti della bella fidanzata.

Tra le lacrime del campione paralimpico, la sua difesa ha cercato di sostenere la tesi della tragica fatalità, sottolineando come la morte di Reeva “non sia stata un omicidio“. Diversi i particolari, invece, che secondo l’accusa proverebbero la premeditazione del gesto, a partire dal fatto che Pistorius si sarebbe messo le protesi alle gambe ed avrebbe percorso almeno sette metri verso il bagno – la stanza in cui si trovava Reeva – prima di aprire il fuoco per la seconda volta, attraverso la porta, ed uccidere la giovane.

L’udienza è stata sospesa per pochi minuti. Non appena si tornerà in aula, secondo il programma, lo stesso Pistorius dovrebbe fornire la sua versione dei fatti, mentre la sua difesa dovrà spiegare i motivi per cui ha intenzione di chiedere la scarcerazione, sottolineando come l’atleta non costituisca un pericolo per sé stesso o per la società.

Foto © Getty Images