Affari italiani: Treviso e top player esclusi dalle elezioni federali

Il nuovo statuto federale non contempla la Celtic League ed esclude dalle scelte del movimento Treviso e i giocatori delle due franchigie.

E’ un dubbio che aleggia già da tempo e una perplessità diventata realtà quando la Fir ha pubblicato e ufficializzato il nuovo statuto federale. Leggendo, infatti, il regolamento per le elezioni federali si nota una grave mancanza, che rischia di non dare rappresentanza proprio all’elite del rugby italiano.

L’Articolo 20 dello Statuto (voluto e scritto dal Coni, ndr.), infatti, recita: “Hanno diritto ad un voto di base le società, le associazioni gli organismi sportivi che siano in regola con i pagamenti delle quote di affiliazione e di riaffiliazione, che siano affiliati da almeno 12 mesi precedenti la data di celebrazione dell’Assemblea, a condizione che in ciascuna delle stagioni sportive ricomprese nell’arco dei suddetti 12 mesi abbiano svolto, con carattere continuativo, senza avervi rinunciato prima del termine od esserne stati esclusi, effettiva attività sportiva ufficiale, intendendosi per tale la partecipazione a qualsiasi campionato iscritto nei calendari della Federazione e salvo il caso di fusione per incorporazione o cessione del titolo sportivo ed a condizione che alla data di convocazione dell’Assemblea partecipino all’attività sportiva ufficiale della Federazione”.

Il comma 2, poi, dello stesso articolo elenca i voti che verranno assegnati, a ciascuno affiliato, per ogni anno sportivo federale, per la effettiva partecipazione ai campionati maschili e femminili. Campionati che sono l’Eccellenza, la Serie A, la Serie B, la Serie C e i campionati giovanili. Nessuna parola, dunque, della Pro 12, cui partecipano Treviso e Zebre.

Cosa significa tutto ciò? Significa che la Benetton Treviso (foto Elena Barbini) non ha diritto di voto alle prossime elezioni federali – se non per l’attività giovanile e per quella delle stagioni 2009 e 2010. Non hanno, dunque, diritto di voto neppure i tecnici e i giocatori affiliati alla Benetton Treviso, cioè i top player italiani. Così come non ce l’hanno i giocatori degli ex Aironi e delle Zebre. Insomma, a scegliere il futuro del rugby italiano non saranno il club più importante d’Italia – che pure esprime uno dei candidati – né saranno i giocatori della nazionale italiana. Un’assurdità cui si dovrebbe porre rimedio.

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