Il Tg3 replica a Beppe Grillo: “E’ distratto”

Ieri le accuse del blogger a Bianca Berlinguer


(aggiornamento) Ieri Beppe Grillo voleva che Rai Tre chiudesse a causa del modo un po’ sprezzante in cui il suo Movimento 5 Stelle era stato trattato sulla questione dei rimborsi elettorali, oggi il Tg3 gli risponde.

Grillo ha accusato il telegiornale di fare disinformazione, riportando alla lettera il testo di un servizio sulla raccolta fondi del Movimento 5 Stelle, dove era correttamente specificato sia che M5S non ha mai chiesto contributi elettorali, sia che questa nuova iniziativa è su base volontaria e non obbligatoria, come lo stesso Grillo ha sentito la necessità di specificare di nuovo. L’attacco ci sembra frutto di una distrazione oppure sorge il sospetto che possa essere strumentale.

Probabilmente nessuna delle due: a Grillo sono saltati i nervi per la sufficienza con cui il Tg3 ha trattato la battaglia del M5S contro i rimborsi elettorali, ma da qui a chiedere la chiusura di un’intera rete che non ha neanche dato una notizia scorretta – ma l’ha solo commentata con un po’ di acidità – ce ne passa. Arrivano anche le parole del segretario nazionale Usigrai Di Trapani:

Ancora una volta Beppe Grillo torna ad auspicare la chiusura di reti e testate giornalistiche. Visto il ruolo politico oramai assunto e la rilevanza del Movimento che guida in termini di consensi, le sue esternazioni non possono più essere derubricate a battute di un comico. Piuttosto che proporre la chiusura di reti, tg e giornali, Grillo si confronti con i giornalisti e si faccia inervistare.

Beppe Grillo contro il Tg3: “Fa disinformazione”

A Beppe Grillo le televisioni non piacciono, questo ormai si è capito, visto che fulmina tutti i militanti del Movimento 5 Stelle che passano da qualche studio e lui stesso si limita a fare qualche dichiarazione lampo se intercettato dagli inviati di turno. Ma adesso il blogger genovese fa un passo avanti e si lancia in un’anatema contro il Tg3 e contro Bianca Berlinguer, rei di non aver detto le cose come stanno nell’edizione serale di ieri. Al solito, il tutto arriva con un post sul suo blog.

Dal Tg3 del pdmenoelle delle ore 19 del 2 gennaio 2013: “Sul sito (del M5S) parte la campagna di raccolta fondi. “Obbiettivo: 1 milione di euro” si chiama. Perchè è quella la cifra di cui, fatti i conti, avrebbe bisogno il comico per pagare studi legali, promuovere il simbolo, organizzare la tournée elettorale che lo porterà in giro per l’Italia. E così il MoVimento che si vanta di non avere chiesto neanche un euro per il voto alle Parlamentarie e disprezza i rimborsi elettorali ai gruppi politici si ritrova a sperare nel contributo volontario degli iscritti.”
Si ricorda a Bianca Berlinguer che il M5S non ha mai avuto contributi elettorali, a differenza del pdmenoelle che ha incassato centinaia di milioni di euro grazie alle tasse degli italiani e contro la volontà espressa in un referendum. I fondi richiesti sono volontari e non obbigatori. RAI3 deve chiudere.

Iniziamo dicendo che questa volta Beppe Grillo non ha tutti i torti: il modo un po’ sprezzante con cui si parla del “Movimento che si vanta e disprezza” è abbastanza incomprensibile, visto che comunque il fatto che il M5S abbia sempre regolarmente restituito i rimborsi elettorali (ultimo caso, in Sicilia) fa onore al partito e soprattutto che, davvero, chiedere un contributo volontario ai militanti non significa “ritrovarsi a sperare” che si arrivi al milione di euro, ma, appunto, contare sul contributo dei simpatizzanti per poter continuare a non accettare i rimborsi elettorali che gli italiani hanno cercato di abolire con un referendum e che sono al centro di molteplici scandali.

Detto questo, il problema è che alla fine Grillo casca sempre nei suoi atteggiamenti da piccolo dittatore: “Rai Tre deve chiudere”. Ma perché? Siccome in un’edizione del telegiornale di un canale si è fatto un commento non del tutto corretto (ma comunque un commento, non è che si siano date notizie inesatte) allora un’intera rete deve chiudere i battenti? Al solito, sembra esserci un po’ di megalomania.

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