Il paradosso italiano dei rifugiati: accolti e poi abbandonati

A Roma 800 rifugiati stranieri vivono ammassati in un palazzo abbandonato dall’Università: ecco la politica italiane per i profughi.


C’è voluto il New York Times per ricordarci uno dei tanti paradossi di un Paese, il nostro, che è riuscito a privarsi anche di una politica dell’immigrazione adeguata ai tempi. Il paradosso degli immigrati a cui viene riconosciuto lo status di rifugiati, in quanto considerati in fuga da regimi dittatoriali, guerre o carestie. Rifugiati a cui l’Italia riconosce la possibilità di rimanere sul territorio nazionale ma poi, come avviene a Roma, non fornisce alcuna assistenza ulteriore.

E allora nascono situazioni assurde, da ogni punto di vista, come quelle del Salaam Palace, un edificio abbandonato di proprietà dell’Università (quanto ci piace lasciare che interi palazzi, soprattutto pubblici, vadano in malora…) occupato da circa 800 rifugiati africani che ne hanno fatto la propria “residenza”. Case rimediate e arredate con quello che si trova in giro. Un residence con tanto di ristorante e sale comuni.

Laura Boldrini, della Commissione Onu per i rifugiati, spiega che circa la metà dei richiedenti viene accolta in Italia. I problemi nascono dopo: solo poco più di 3mila persone possono godere dell’assistenza pubblica, gli altri si devono arrangiare autonomamente, imparando la lingua, cercando un lavoro e una casa. Che per molti, dal 2006, è il Salaam Palace, dove i primi profughi in fuga dalla guerra in Sudan hanno trovato un posto per dormire. Non certo per vivere, come ha constatato un funzionario europeo che pochi mesi fa ha trovato una situazione terribile, in cui convivono uomini, donne e bambini, potendo contare su una doccia e un bagno ogni 250 persone. Stranieri a cui viene riconosciuto il diritto di rimanere in Italia, di occupare abusivamente un palazzo ma non di essere assistite nella ricerca di un lavoro o nell’apprendimento della lingua.

Quelli del Salaam Palace non sono i soli (anche se in quel caso viene da chiedersi quanti milioni di euro sia costato un palazzo pubblico che viene lasciano andare in malora e se quei milioni non potrebbero essere utilizzati per dare assistenza ai rifugiati). Lungo il Tevere altri 900 rifugiati vivrebbero in capanne e baracche di fortuna. In tempi di spread e di grande finanza questo problema difficilmente troverà uno spazietto tra le pagine dell’agenda Monti.

Foto @ Getty Images

I rifugiati stranieri che occupano un palazzo dell\\'università a Roma
I rifugiati stranieri che occupano un palazzo dell\\'università a Roma
I rifugiati stranieri che occupano un palazzo dell\\'università a Roma
I rifugiati stranieri che occupano un palazzo dell\\'università a Roma

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