Testamento biologico: la parola ai lettori

Il testamento biologico passato ieri in Senato, mette di fronte tutti noi all’evidenza: il nostro corpo, non è nostra proprietà. E’ un usufrutto: la cui data di scadenza non è sindacabile, e la decidono quattro bigotti di parlamentari oscenamente chini a volontà porporate, che non hanno la minima idea di quanto i loro elettori la


Il testamento biologico passato ieri in Senato, mette di fronte tutti noi all’evidenza: il nostro corpo, non è nostra proprietà. E’ un usufrutto: la cui data di scadenza non è sindacabile, e la decidono quattro bigotti di parlamentari oscenamente chini a volontà porporate, che non hanno la minima idea di quanto i loro elettori la vedano diversamente.

I punto cardine è questo: i medici non saranno obbligati a tenere conto della volontà espressa dal paziente nel proprio testamento biologico. Volete una sintesi? Voi lasciate scritto che volete sospendere le cure: trovate il medico ciellino, può essere che vi fate vent’anni da vegetali. Bello eh? Chiedetelo a chi ci è passato. Ah già: non può raccontarlo, è un vegetale. Chiedetelo ai suoi parenti allora.

Di Eluana Englaro, di come si fosse messo il piede di porco alla Costituzione, della sollevazione popolare di quei giorni, ci si è già dimenticati, visto che l’agenda setting non perdona, e si trova sempre qualcosa di nuovo cui far pensare, per non far pensare.

Ecco: nel sondaggio qui sotto, mi rendo conto che le possibilità sono un pò tranchant, e che non ha nessun valore statistico, ci mancherebbe anche altro. Ma vi pone la domanda che è alla base di tutto. Chi ha diritto a decidere per voi?

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