Palermo, omicidio: Francesco Nangano ucciso in un agguato

Nangano faceva il rivenditore di auto, a Brancaccio. Condannato per omicidio e associazione mafiosa era stato poi assolto e risarcito per l’ingiusta detenzione.

di remar

Si torna a sparare e ad uccidere a Palermo dove un uomo di 50 anni, Francesco Nangano, è rimasto vittima di un agguato dalla modalità mafiose secondo gli investigatori della polizia. L’omicidio è avvenuto questa sera nella zona orientale della città, in via Messina Marine, brulicante di gente, nei pressi di una famosa gelateria. Due i killer che sarebbero entrati in azione: a bordo di una motocicletta e con il volto coperto da caschi integrali hanno compiuto la loro missione di morte prima di dileguarsi nel traffico del sabato sera e far perdere le loro tracce.

Nangano sarebbe stato raggiunto da sette colpi di pistola mentre era nella sua autovettura. In passato l’uomo aveva subito una condanna per mafia e omicidio ma era stato poi assolto in via definitiva da ogni accusa e quindi risarcito, nel 2007, con 270mila euro per l’ingiusta detenzione. Il procuratore aggiunto della Direzione distrettuale antimafia di Palermo Vittorio Teresi commenta così l’esecuzione:

E’ un omicidio molto, molto inquietante. E’ troppo presto per dire che è scoppiata una nuova faida mafiosa ma certamente i segnali sono precisi. Francesco Nangano negli ultimi tempi era uscito dai circuiti mafiosi, ma forse voleva rientrare e per punirlo lo hanno ucciso.


Secondo il magistrato, le cui parole sono riportate da la Repubblica Palermo la decisione di uccidere Nangano nel suo quartiere:

è un segnale preciso. Anche il colpo di grazia in testa è una firma ben precisa di Cosa nostra. La situazione a Brancaccio è tuttora in movimento, adesso bisogna capire cosa accadrà.

Nangano di mestiere faceva il rivenditore di auto, a Brancaccio. Nel 2001, mentre era latitante (dopo la condanna all’ergastolo per omicidio, poi ribaltata in ultimo grado in assoluzione) ebbe una relazione sentimentale con un’assistente sociale, che era anche giudice popolare in processi di mafia.

Il caso fece non poco scalpore, la donna si difese dicendo di non credere a nessuna delle accuse mosse contro Nangano, prima di essere comunque estromessa dalla giuria. Sempre nel 2001 la corte d’Appello di Palermo aveva assolto il 50enne anche dalla precedente condanna rimediata per associazione mafiosa.

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