Lucca, pitone e boa a guardia della cocaina: 3 arresti

In manette sono finiti un uomo di nazionalità italiana, bidello di professione, e due cittadini marocchini accusati di spaccio di coca e marijuana.

di remar

A fare la guardia alla cocaina erano un boa e un pitone. I due serpenti erano chiusi in una teca con la droga e delle cartucce d’arma da fuoco. È quanto ha scoperto la polizia che a Lucca ha arrestato tre persone, dopo le segnalazioni di privati cittadini su un presunto giro di spaccio nei locali alla moda della città. In manette sono finiti un uomo di nazionalità italiana, di professione bidello, e due cittadini marocchini.

Gli uomini della Squadra mobile di Lucca durante una perquisizione hanno rinvenuto la teca, al suo interno, serpenti esotici a parte, 18 confezioni di cocaina (50 grammi in tutto), 2 contenenti marijuana e alcune cartucce calibro 7,65. I poliziotti hanno inoltre sequestrato tre fucili, una carabina, una pistola Beretta modello 98 calibro 7,65 più 50 cartucce dello stesso calibro; armi regolarmente detenute, a differenza della droga.

Gli arrestati sono ritenuti responsabili di diversi episodi di spaccio di coca e marijuana. Il bidello nelle scorse settimane era stato addirittura sorpreso mentre cedeva droga nei pressi della scuola dove lavora. Non è la prima volta che i pusher si servono dei rettili esotici per i loro traffici. Tra gli episodi più noti quello di qualche anno fa, quando a Roma nel corso di un’operazione antidroga della GdF venne trovato un raro e costosissimo pitone albino nel cui corpo erano stati nascosti due etti di cocaina confezionati in ovuli.

Oltre che a fungere da “nascondiglio” per la droga il serpente veniva usato anche per impaurire chi doveva dei soldi alla banda di spacciatori. Dodici persone finirono in manette, mentre il pitone, svuotato degli ovuli, venne portato nel rettilario del BioParco di Roma.

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