Manovra, FMI disegna uno scenario di recessione: “Impatto negativo sul medio termine”

“L’Italia dovrà affrontare significative pressioni sulla spesa pensionistica nei prossimi 2-3 decenni che metteranno a dura prova i conti pubblici”

Il Fondo Monetario Internazionale, che solo ieri aveva annunciato l’arrivo in Italia dei propri ispettori, ha bocciato la manovra finanziaria prevista dall’esecutivo di Giuseppe Conte, contestandone alcuni punti fondamentali, a cominciare dal fortemente voluto superamento della legge Fornero e la Quota 100 promossa dalla Lega, che secondo FMI peserà moltissimo sui giovani, al contrario di quello che sostiene il governo Lega-M5S:

Gli interventi sulle pensioni allo studio in Italia aumenterebbero ulteriormente la spesa pensionistica aumentando il fardello sulle più giovani generazioni, lasciando meno spazio per politiche orientate alla crescita, e porterebbe a più bassi tassi di occupazione tra i lavoratori più anziani.

Allo stesso modo viene criticato un altro aspetto che il governo dà per certo, il fatto che l’aumento dei pensionamenti porterà a tante nuove assunzioni tra i giovani. Il rapporto degli ispettori parla chiaro:

Sulla base delle evidenze registrate in altri Paesi è improbabile che l’aumento di pensionamenti creerebbe un pari numero di posti di lavoro per i giovani. Le autorità dovrebbero essere consapevoli che, anche se non cambiassero le politiche, l’Italia dovrà affrontare significative pressioni sulla spesa pensionistica nei prossimi 2-3 decenni che metteranno a dura prova i conti pubblici.

Allarme anche sull’aumento dello spread:

Saranno necessari in Italia aggiustamenti fiscali addizionali per stabilizzare il debito. In questo contesto il verificarsi di shock avversi, anche modesti, come il rallentamento della crescita o un aumento dello spread, alzerebbe il debito e di conseguenza il rischio di dover realizzare un ampio consolidamento fiscale in una fase in cui l’economia si indebolisce.

Una previsione molto negativa sui prossimi anni, mentre il governo Conte è convinto a risolvere gran parte dei problemi del Paese in appena 3-4 anni. Secondo le stime del Fondo, la crescita italiana potrebbe mantenersi intorno all’1% tra il 2018 e il 2020, per poi declinare in seguito, quando probabilmente l’esecutivo Lega-M5S sarà un lontano ricordo e toccherà a qualcun altro tentare di risollevare le sorti di un Paese ancora più in declino.

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