Elezioni 2013: Fare per Fermare il declino, Oscar Giannino presenta la sua candidatura

Il giornalista presenta le liste del suo movimento

di guido

Dopo mesi a cercare di creare un nuovo polo liberale, snobbato dai centristi e scavalcato da Monti, Oscar Giannino rompe gli indugi e annuncia la sua candidatura a premier per il suo movimento Fare per Fermare il declino. Una candidatura che, per ammissione del giornalista economico, è “impropria”, così come la corsa solitaria del movimento, una scelta dettata dall’impossibilità di dialogo con PD e Pdl, e dalle mancate risposte del premier Monti.

Fermare il decline, nato come Think-tank per mano dello stesso Giannino e altri promotori tra cui gli economisti Luigi Zingales e Michele Boldrin, nel corso dell’anno ha creato un certo radicamento territoriale soprattutto al Nord, e aveva messo in atto un’alleanza programmatica con Italia Futura di Luca di Montezemolo. Ma quando Montezemolo, con “Verso la Terza Repubblica”, ha preferito l’alleanza con i centristi della Lista Monti, le strade si sono divise. La scorsa settimana Giannino – che per le norme sulla par condicio ha dovuto sospendere la trasmissione che conduce su Radio 24 – aveva scritto una lettera al premier chiedendogli di integrare l’Agenda Monti con i punti irrinunciabili del programma di FiD: l’abbattimento del debito tramite dismissioni pubbliche, le liberalizzazioni e il taglio di 5 punti della pressione fiscale in 5 anni. Ma nessuna risposta è arrivata.

Ciononostante Giannino non chiude definitivamente la porta a future alleanze. Non con il Pdl (“Berlusconi è impresentabile e il no nei suoi confronti è insuperabile”), né con il PD (“si allea con Sel e mette sul tavolo una patrimoniale che ci vede contrarissimi, mentre Renzi è stato sconfitto e i suoi uomini sono tenuti ai margini del partito”), con la Lega c’è stato qualche abboccamento ma nulla di più (“vedremo quello che dicono i vari Maroni, Tosi, Salvini”). Resta quindi solo l’Agenda Monti, anche se fra Giannino e Montezemolo le distanze sembrano incolmabili: il giornalista accusa Italia Futura di aver monopolizzato il peso della “società civile” nel nuovo polo, mentre Montezemolo pare abbia posto il veto sull’ingresso di Fid nella coalizione. Non a caso Giannino tende una mano a Corrado Passera, altro scontento del modo in cui è stata gestita la creazione della lista che fa capo al premier.

Per il momento quel che è certo è che Oscar Giannino sarà il capolista in tutte le sezioni, con un movimento che per ora conta 21.000 volontari, 387 comitati e 40 mila adesioni. Presentati oggi anche i candidati, tutti provenienti dalla società civile e poco conosciuti al grande pubblico. Nella circoscrizione Lazio 1 alla Camera, per esempio, sono candidati il docente di Economia Riccardo Gallo, l’esperto di antitrust Alberto Pera e dei trentenni come Diego Menegon e Vito Kahlun. Presentata anche la candidata presidente alle Regionali del Lazio: si tratta di Alessandra Baldassari.