Pierferdinando Casini: «Legislatura costituente». E teorizza alleanza Pd-Monti-Lega-Pdl-Grillo. Come nel “grande centro” di Neri Marcorè

Il leader dell’Udc vorrebbe un’alleanza globale per riformare il paese, con l’accordo di tutti (tranne Vendola).

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Pierferdinando Casini forse sta esagerando, con il grande centro (molto simile a quello che proponeva Neri Marcorè imitandolo nel Pippo Kennedy Show). Eppure, lo ha detto veramente, nella sua intervista ad Avvenire (che contiene, peraltro, l’attacco, l’ennesimo di questi giorni, a Nichi Vendola). Il lader dell’Udc prima dice che, secondo lui, Bersani deve

« resistere al richiamo della foresta»

Poi ribadisce che se Bersani non avrà la maggioranza a Camera e Senato non sarà premier, ma toccherà al Monti-bis:

«Dissi a settembre che per noi dopo Monti c’è solo Monti. Dopo quattro mesi le mie convinzioni si sono rafforzate, non indebolite. Per cambiare il Paese serve ancora il Professore al timone».

E infine, eccolo teorizzare un «grande patto» fra tutte le forze politiche (tranne Sel, ovviamente.

Un patto che non si limiti solamente all’asse Pd-Monti, ma coinvolga, appunto,

«tutte le forze politiche. Anche con il Pdl, la Lega, direi anche Grillo. Serve una legislatura Costituente per riformare le istituzioni, a partire da questa malefica legge elettorale che ancora una volta ci condanna a una responsabilità che spetterebbe ai cittadini».

Non pago della “strana maggioranza” che ha sostenuto fin qui il governo Monti, dunque, Casini vorrebbe molto di più.

Dimentico di averla votata lui stesso, la «malefica legge elettorale», vorrebbe una specie di riedizione dei padri fondatori, o – per dirla alla Marcorè – una gigantesca ammucchiata politica che si prenda in mano il paese e lo riformi, naturalmente secondo l’agenda Monti, è chiaro.