Pro 12: Treviso, Bees Roux si presenta

Il pilone sudafricano alla prima intervista con la maglia biancoverde.

Jacobus Roux è stato uno degli ultimi colpi del mercato biancoverde. Pilone dalle grandi doti fisiche, è alto 186 cm per 125 chilogrammi. Se non bastasse la stazza a incutere timore allora ecco pronto il classico soprannome sudafricano con cui di fatto è meglio conosciuto nel mondo del rugby, quello di Bees, che non sta per l’inglese api, ma bensì in Afrikaans è un sinonimo di os, cioè bue

Buon difensore, fa della forza in mischia e nelle ruck i suoi punti focali, mentre a suo avviso può migliorare negli attacchi palla in mano e nei placcaggi. Nato ad Upington il 9 dicembre 1981, ha giocato in Currie Cup e Super Rugby con i Blues Bulls, ma anche in Francia con la maglia del Clermont e proviene dal Bordeaux-Begles. “Ho iniziato come praticamente tutti in Sud Africa a livello scolastico – afferma il nuovo pilone – e da lì ho fatto tutta la trafila fino ai club. Mio papà giocava a livello provinciale e siamo gli unici in famiglia, perchè poi ho soltanto due sorelle”.

In realtà, in Sud Africa è stato un autentico globe trotter, avendo giocato per Leopards, Griquas, Cheetahs e Bulls. Gioca prevalentemente come pilone destro, ma può adattarsi senza grossi problemi anche come sinistro, una condizione che lo pone come importante rinforzo per la prima linea, nonostante la concorrenza non manchi, vista la presenza di diversi piloni della Nazionale Italiana. “La squadra mi sembra molto ben bilanciata e pronta per la stagione che ci attende. La competizione, comunque, persino per la stessa maglia è sempre una cosa positiva per il team”.

Arrivato nella prima settimana di luglio, si è subito adattato al nuovo club, vista la buona presenza di amici ed ex rivali sul campo di lingua Afrikaans. “Non conoscevo molto della città e della squadra. Ancora adesso ho avuto modo di vedere poco perchè siamo impegnati con gli allenamenti e non c’è molto tempo. Avevo parlato con Tobie Botes prima di venire qui, perchè abbiamo giocato assieme ai Griquas, e mi ha dato qualche buon consiglio. Conosco praticamente tutti gli altri ragazzi sudafricani perchè ci siamo spesso affrontati sul campo tra Super Rugby e Currie Cup”.

Chiari anche gli obiettivi per la nuova stagione, con una gran voglia di iniziare una avventura e partire per una tappa così importante. “Qui non si tratta tanto di cosa mi aspetto io da questa stagione, ma più che altro di cosa si aspettano gli altri da me. Sono pienamente consapevole di non essere venuto qui a fare una vacanza e cercherò di dare tutto quello che posso per essere di aiuto alla squadra”.

Arrivato a Bordeaux lo scorso anno al termine della stagione di coppa, che vedeva il suo precedente club impegnato nell’Amlin Challenge Cup anche contro la formazione italiana della Femi CZ Vea Rugby Rovigo Delta, ha comunque disputato l’Heineken Cup con il Clermont, una delle formazioni più solide negli ultimi anni nel panorama della palla ovale continentale. “Da quello che so in queste competizioni, ma anche nel RaboDirect PRO12 c’è molta enfasi sulle prime fasi di conquista, rimesse laterali, mischie e poi su drive avanzanti e sul mantenimento del possesso. Un gioco che non è troppo dissimile da quello del mio Paese e c’è anche molta attenzione sulla preparazione. Ho visto poi che i risultati sono spesso con margini risicati, quindi mi aspetto tante partite equilibrate e decise punto su punto”.

In Sud Africa, ha frequentato la Marlow Agric High School di Cradock e nella vita di tutti giorni ha passioni simili a quelle di molti ragazzi del suo Paese e compagni di squadra. “Mi piace pescare ed andare a caccia, ma ho anche una grande passione per le immersioni e per il volo. Sto cercando di imparare e di ottenere il brevetto come pilota, chissà magari anche per un futuro dopo il rugby. Sono amante della lettura, mi piacciono i libri di Clive Cussler, ma quello che in assoluto considero il mio preferito è Reach for the sky (la biografia dell’eroe britannico della Seconda Guerra Mondiale Douglas Bader, ndr)”.

Poche parole, ma ferme e decise anche quando gli si chiede cosa l’abbia spinto alla scelta di Treviso. “E’ una nuova sfida. Ho avuto questa opportunità e l’ho colta al volo”