Fiscal Cliff: alla Camera i Repubblicani fanno resistenza

Dopo l’accordo al Senato, i Repubblicani fanno catenaccio alla Camera.

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Washington – Dopo l’accordo trovato in Senato con una schiacciante maggioranza bipartisan, la palla sulle proposte di nuove tassazioni per i redditi alti (insieme ad altre misure) passa all’approvazione della Camera.

Qui, un po’ a sorpresa (o forse no?) i Repubblicani reagiscono duramente alla proposta approvata dai senatori e mette a repentaglio la legislatura proprio quando sembrava che tutto fosse in procinto di risolversi.

Lawmakers said that Representative Eric Cantor of Virginia, the No. 2 Republican, indicated to his colleagues in a closed-door meeting in the basement of the Capitol that he could not support the legislation in its current form. Many other Republicans were voicing stiff objections to a plan that they saw as raising taxes while doing little to rein in spending. Several conservatives assailed it on the House floor as the chamber convened at noon for an unusual New Year’s Day session.

John Campbell, della California, ha dichiarato:

«Non c’è molto sostegno per il provvedimento così com’è. Personalmente lo odio. Il Presidente [della Camera dei deputati, John Boehner, ndr] aveva detto che avremmo dovuto accettare l’incremento delle tasse, e l’abbiamo fatto. Ma volevamo tagli alla spesa pubblica. Qui invece la spesa pubblica aumenta. Stiamo scherzando?»

Boehner ha passato la giornata ad ascoltare le lamentele dei suoi. E dopo essere stato incapace di far passare una sua proposta (sull’aumento delle tasse per i redditi superiori al milione di euro) è alla prova del nove. E lui stesso ha delle riserve sul provvedimento.
Ora cosa accadrà?

Di certo la questione pare rallentarsi.

La Camera potrebbe approvare il provvedimento così com’è, rigettarlo oppure modificarlo e reinviarlo al Senato.

Se l’approvazione non dovesse avvenire entro giovedì, ovvero entro la fine del 112° Congresso, bisognerebbe ricominciare da capo: perché il nuovo Congresso, il 113°, si riunirà con nuovi membri, in virtù dell’esito delle elezioni di novembre.

Quel che sembrava un obiettivo raggiunto, per Obama, si trasforma nuovamente in un percorso a ostacili (in cui si inseriscono anche i Democratici, ovviamente, convinti di aver già ceduto troppo ai Repubblicani).