Wikidemocracy: intervista a Stefano Quintarelli

Che cosa sia il progetto wikidemocracy lo spiegano molto bene gli stessi ideatori:É un ambiente collaborativo e democratico per la stesura e revisione di programmi politici, con partecipazione dal basso, non governato nè controllato dai partiti, il cui obiettivo e’ riportare ai partiti un contenuto generato dai loro elettori con proposte e iniziative di programma

di dariod,


Che cosa sia il progetto wikidemocracy lo spiegano molto bene gli stessi ideatori:

É un ambiente collaborativo e democratico per la stesura e revisione di programmi politici, con partecipazione dal basso, non governato nè controllato dai partiti, il cui obiettivo e’ riportare ai partiti un contenuto generato dai loro elettori con proposte e iniziative di programma politico. Detto in parole povere, far sapere ai partiti cosa pensano i loro elettori che abitano la rete.

Dietro al progetto c’è Stefano Quintarelli, imprenditore nel ramo delle telecomunicazioni. L’abbiamo intervistato per voi.

Stefano Quintarelli imprenditore che si occupa di telecomunicazioni ma anche di programmi politici con WikiDemocracy. Quale obiettivo vi siete prefissati?
L’obiettivo è esattamente quello che è dichiarato nelle pagine che descrivono il progetto: costruire proposte raggruppate omogeneamente dai cittadini che si riconoscono nei singoli partiti, per poi consegnarle ai rappresentanti di quegli stessi partiti.

E non esistevano gia’ i blog di partito per fare questo?
Ma guardi, la cosa non può funzionare sui blog di partito, perché non c’è l’organizzazione delle proposte in un “programma” e perché spesso e volentieri i blog ed i siti ufficiali tendono a marginalizzare le proposte scomode. Quindi hanno una utilità limitata, che non si discosta molto dal momento del comizio.

Ci spieghi bene…
Preciso: anche se ti danno l’accesso alle pentole, gli ingredienti sono sempre loro, con le loro proposte dentro le quali non si può scegliere. Anche se si consentisse agli elettori di decidere le priorita’ dei punti di programma proposti, sarebbe sempre un numero chiuso di idee proposte. Se vogliamo semplificare con una analogia, è un po’ come se un esponente politico entrasse in un bar e iniziasse a fare un discorso. Certamente è un rapporto utile con i cittadini presenti. Ma forse sarebbe meglio se si sedessero un po’ al bar ad ascoltare cosa dicono i cittadini presenti. Ecco, l’ascoltare che prevale sul parlare.

Quanto funzionera’ WikiDemocracy?
Secondo me, tantissimo. Magari non oggi, ma e’ una stalagmite che cresce. Internet entra sempre di più nel tessuto delle persone ed i giovani che arriveranno via via alle elezioni diventeranno sempre più centrali e l’idea di Wikidemocracy, di una proposta non mediata originata dal basso, vincera’. Come ha detto Gandhi “Prima ti ignorano. Poi ridono di te. Poi ti combattono. Poi tu vinci”. Credo che adesso stiamo iniziando a uscire dalla prima fase.

Ma lei crede davvero che così poche persone possano farcela a cambiare il sistema?

Guardi, su un manifesto di una business school c’era uno slogan fantastico che recitava “Dicono che una squadra di 4 persone non puo’ farcela a cambiare il mondo. Invece sono gli unici che possono farcela”. Facendo la dovuta tara ed avendo un orizzonte temporale appropriato, io credo proprio di si.

Dicono di lei che è un innovatore, uno che guarda avanti e inventa strade nuove..
Guardi, io credo che le strade nuove sono li’ e aspettino solo qualcuno che inizia a percorrerle. Se vogliamo, l’innovatore e’ qualcuno che vede prima degli altri il percorso che unira’ i punti. La maggior parte delle persone riescono solo a unire i punti guardando indietro a cio’ che hanno fatto.

Allora ci dica: quale disegno vedremo unendo i punti?
A me sembra che il futuro della politica sarà sicuramente diverso e con una disintermediazione del rapporto con i partiti dovuto principalmente ad Internet. In ogni rivoluzione di questo tipo, c’e’ stato sempre chi ha cercato poi di riproporre una forma di intermediazione che giustificasse l’intermediario, ma fortunatamente ha sempre fallito.

Dunque niente piu’ partiti…
No, anzi, un rapporto più diretto. Le persone di WikiDemocracy, i primi avventori e animatori delle conversazioni che ci si sono imbarcati in questa avventura vedono chiaramente come si uniranno i punti guardando avanti. E quindi capiscono anche che il predominio delle segreterie dei partiti sulle idee dei propri elettori e’ destinato invertirsi.

Mancano pochi giorni alle elezioni: che risultati ci porta WikiDemocracy?
L’idea di WD e’ nata a ottobre-novembre 2007, pensando di avere almeno 2-3 anni prima delle elezioni, non 2-3 mesi. Cerchiamo di mettere le cose nella giusta prospettiva. E’ probabile che invece ci deridano (come diceva Gandhi), come all’inizio, quando c’erano poche definizioni, mi ricordo di Wikipedia
o ancora oggi qualcuno dice di Liber Liber. Pero’ i nostri leader politici sono tutt’altro che sprovveduti e sanno che devono fare i conti con la disintermediazione e con il contributo dal basso. Per adesso cercano di capire. Pensi che un paio di loro mi ha chiamato, e io gli ho detto di andare a guardarsi il sito…

Link: www.wikidemocracy.org