Tour de France 2016, Vincenzo Nibali: “In discesa ero bloccato. Ora andiamo a Rio con un grande gruppo”

Lo Squalo, anche se non da capitano, è stato grande protagonista al Tour e ora si sente pronto per l’Olimpiade.

Anche oggi Vincenzo Nibali è stato grande protagonista del Tour de France 2016. Lo Squalo dello Stretto è entrato in fuga fin dai primissimi chilometri nella ventesima tappa, l’ultima di montagna prima della passerella di domani a Parigi che incoronerà per la terza volta Chris Froome re della Grande Boucle.

Nella frazione da Megève a Morzine c’è stata grande lotta per entrare nella fuga di giornata e Nibali è riuscito a mettere in atto gli ordini della sua ammiraglia entrando a far parte del numeroso gruppo di battistrada insieme con il compagno Jakob Fuglsang. Nel finale il vincitore del Tour 2014 ha anche lottato per la vittoria di tappa allungando sulla salita del Col de Joux Plane, ma in discesa è stato superato dagli spericolati Ion Izaguirre della Movistar, che ha poi tagliato il traguardo per primo da solo, e Jarlinson Pantano della IAM.

Ieri Nibali era caduto proprio in discesa sulla strada bagnata perché si era ritrovato all’improvviso la bici di Froome tra i piedi e questo episodio lo ha un po’ condizionato:

“Nelle discese sul bagnato avevo un po’ di timore, la caduta di ieri mi ha bloccato un po’ e non me la sentivo di rischiare. Ora mi spiace perché, vista come è andata la situazione di classifica con Fabio, avrei almeno potuto dare un po’ d gioia con la vittoria di tappa, purtroppo non è stato possibile”

Sulla tappa di oggi Nibali ha detto anche:

“Siamo andati molto forte dall’inizio della tappa, una media altissima, non si può dire niente. Ci siamo inseguiti per tutta la tappa. Nel finale ho accelerato, ho cercato di mantenere il ritmo sempre molto alto, ma dietro hanno reagito bene”

Spogliato del ruolo di capitano e alla ricerca della migliore condizione per le Olimpiadi di Rio, in questo Tour Nibali ha avuto la possibilità di entrare in fuga spesso:

“In questo Tour in tante occasioni mi sono trovato in fuga. Anche ieri volevo fare qualcosa per la tappa e aiutare Fabio per la classifica, ma con quello scivolone mi sono fermato”

Nella tappa odierna tutto è andato secondo i piani dell’Astana fino a quando Fabio Aru è andato in crisi sul Col de Joux Plane:

“Oggi dovevamo andare in fuga proprio io e Fuglsang come avevamo stabilito e non è stato facile entrare, perché Peter Sagan ha creato un ritmo altissimo, lo conosco bene, e alla fine le forze erano quelle”

Ma adesso è già tempo di pensare a Rio. Domani finisce il Tour e Nibali e gli altri quattro azzurri convocati dal ct Davide Cassani (Fabio Aru, Damiano Caruso, Alessandro De Marchi e Diego Rosa) avranno solo un paio di giorni per riprendersi, poi dal 27 saranno in ritiro prima di partire per il Brasile. La prestazione che Nibali ha offerto oggi rende gli italiani molto ottimisti e anche il fatto che non abbia rischiato in discesa è un bene, visto che l’obiettivo olimpico è così vicino:

“Mi sento bene perché in questa ultima settimana mi sono sentito molto meglio. Le gambe stanno rispondendo bene. Non è stato un Tour facile per me, dopo il Giro. Ora facciamo questa Olimpiade, cerchiamo di creare un bellissimo gruppo e vediamo come va”

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