Doping, Russia: il Tas respinge l’appello. Niente Rio per 68 atleti

Confermata la sospensione inflitta dalla Iaaf. Ora il Cio potrebbe vietare i Giochi anche ai russi delle altre discipline.

Il Tas, il Tribunale Arbitrale dello Sport di Losanna, ha respinto l’appello presentato lo scorso 3 luglio dal Comitato Olimpico russo e da suoi 68 atleti contro la sospensione della Federatletica di Mosca in seguito allo scandalo del doping di Stato emerso dalla relazione Wada di novembre 2015.

Secondo i giudici del Tas “gli atleti la cui federazione nazionale è sospesa non sono eleggibili per le competizioni sotto egida Iaaf” e dunque non potranno partecipare agli imminenti Giochi Olimpici di Rio.

Le uniche atlete russe che saranno in gara in Brasile sono: Yulia Stepanova, che corre gli 800 metri, ha scontato una squalifica per doping ed è colei che, con le sue rivelazioni, ha svelato la corruzione e la copertura dei cadi di positività tra gli atleti russi; Darya Klishiina, saltatrice in lungo, che si allena in Florida dal 2013 presso la Img Academy di Bradenton con Loren Seagreve. Il Tas non ha specificato se le due atlete potranno concorrere con i colori della Russia o da indipendenti, perché spetta al Cio decidere.

Tutti gli altri atleti russi dovranno guardare le Olimpiadi di casa e rischiano di essere accompagnati anche dai loro connazionali delle altre discipline. Infatti ora il Comitato Olimpico Internazionale potrebbe decidere, sulla base della sentenza del Tas, di vietare i Giochi a tutti i russi. Finora il Cio ha rimandato la sua decisione proprio in attesa di quella di Losanna ed entro domenica dovrà far sapere se il divieto si estenderà a tutta la delegazione russa. Il presidente del Cio Thomas Bach dovrà sentire che cosa ne pensano tutte le altre federazioni, ben sapendo che alcune sostengono che la Russia dovrebbe partecipare alle Olimpiadi, mentre altre, come quelle inglese, americana e tedesca, sono assolutamente contrarie.

Yelena Isinbayeva, la massima rappresentate dell’atletica russa con le sue due medaglie d’oro olimpiche e i successi mondiali ed europei, ha reagito ovviamente malissimo alla decisione del Tas e ha detto:

“È il funerale dell’ atletica leggera. Adesso tutti questi sportivi stranieri pseudo-puliti possono tirare un sospiro di sollievo e vincere le loro pseudo-medaglie d’oro in nostra assenza”

Sulla stessa lunghezza d’onda il ministro dello sport russo Vitaly Mutko:

“Purtroppo, è stato stabilito un precedente importante con la responsabilità collettiva. Rifletteremo sulle prossime mosse, si tratta di una decisione politicizzata e senza fondamento giuridico. La federazione mondiale di atletica leggera è completamente corrotta, tutto è cominciato con loro, le persone nominate nel primo rapporto della commissione indipendente continuano a lavorare”

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