Palermo, il racket delle case popolari allo Zen: 13 arresti

Gli inquirenti: allo Zen lo stato di diritto è stato sostituito da un regime autarchico retto dalla violenza e dalla sopraffazione.

di remar

L’assegnazione delle case popolari in mano alla mafia, nel popolare quartiere Zen di Palermo. Tredici presunti esponenti di una cosca sono stati arrestati nella notte con le accuse, contestate a vario titolo, di associazione a delinquere di stampo mafioso, tentata estorsione, violenza privata aggravata ed estorsione aggravata.

L’operazione di polizia e Dia è stata effettuata su ordine della Direzione distrettuale antimafia di Palermo. Per i pm gli arrestati gestivano l’assegnazione abusiva degli alloggi, in barba all’Istituto autonome case popolari, oltre a esercitare un controllo sistematico del quartiere, in primo luogo con il racket della estorsioni.

Gli investigatori parlano di un vero e proprio mercato parallelo dell’assegnazione di case popolari: per entrarci pare occorressero anche 20mila euro da versare nella cassa del clan mafioso.


Uno dei due pentiti che hanno collaborato alle indagini, ha raccontato come funzionava il sistema:

“C’erano persone che avevano la casa assegnata allo Zen e non ci volevano andare a stare e andavano a consegnare le chiavi all’Istituto autonomo case popolari. E tramite questo di qua (probabilmente un impiegato infedele), faceva sapere alla famiglia dello Zen che c’era questa casa… gli mandavano un prestanome, poi dopo cinque mesi gliela levavano e se la rivendevano a 20, 25 mila euro”.

Ma c’era da pagare anche per continuare a ricevere le forniture di luce e acqua, in padiglioni non di rado occupati da decine e decine di famiglie. Se non si versava il pizzo, gli uomini del clan, dopo le minacce di rito, anche a mano armata, provvedevano a tagliare le forniture. Finché alcuni residenti, stanchi di continui soprusi e violenze hanno denunciato la situazione contribuendo a far scattare gli arresti.

Scrivono gli inquirenti che allo Zen:

“lo stato di diritto è stato sostituito da un regime autarchico retto dalla violenza e dalla sopraffazione che costringe i suoi abitanti ad attestarsi ad una cultura della rassegnazione”.

Le ordinanze di custodia cautelare sono state emesse da pm Francesco Del Bene, Anna Maria Picozzi, Francesco Grassi e Alessandro Picchi.

Foto © Getty Images

Ultime notizie su Mafia

Tutto su Mafia →