Angelo Rizzoli arrestato per bancarotta fraudolenta

L’imprenditore Angelo Rizzoli è stato arrestato stamattina a Roma per bancarotta fraudolenta.

L’imprenditore Angelo Rizzoli, produttore televisivo e cinematografico ed ex editore, è stato arrestato questa mattina a Roma dagli agenti del nucleo di Polizia tributaria della Guardia di Finanza per bancarotta fraudolenta. La Procura della Capitale, che ha disposto l’arresto, gli contesta un crac finanziario da oltre 30 milioni di euro.

Il 69enne, figlio del noto imprenditore ed editore scomparso nel 1983, è accusato di aver cagionato con dolo il fallimento di quattro delle società controllate dalla società holding di cui è amministratore unico, la Tevere Audiovisivi S.r.l. (ex Rizzoli Audiovisivi S.r.l.). Le quattro società fallite sono la Produzioni internazionale S.r.l., la Ottobre Film S.r.l., le Delta Produzioni S.r.l. e la Nuove Produzioni S.r.l..

In concomitanza con l’arresto di Rizzoli, la Procura ha disposto il sequestro di beni mobili e immobili del valore complessivo di circa 7 milioni di euro. Tra questi ci sarebbero anche diversi terreni a Capalbio, la residenza romana della famiglia nel quartiere Parioli e diverse quote societarie.

Non è la prima volta che Angelo Rizzoli finisce in carcere. La prima, per bancarotta fraudolenta in amministrazione controllata, risale al 1984. In quell’occasione l’imprenditore fu accusato di aver “occultato, dissipato o distratto” oltre 85 miliardi di lire e condannato in primo grado, con pena condonata, a tre anni e quattro mesi di carcere. Il percorso giudiziario è stato lungo e costellato da colpi di scena e ribaltamenti delle sentenze: si è concluso nel febbraio 2009 quando la Corte di Cassazione accolse il ricorso presentato da Rizzoli e revocato la sentenza di condanna per bancarotta.

(in aggiornamento)

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