Omicidio Tommasino: DDA Napoli emette decreto di fermo per boss D’Alessandro

La Dda di Napoli ha emesso un provvedimento di fermo per Vincenzo D’Alessandro in relazione all’omicidio del consigliere comunale di Castellammare di Stabia, Luigi Tommasino avvenuto a febbraio dello scorso anno. Su Il Nolano si legge che:Da indagini svolte dai poliziotti della Squadra Mobile di Napoli, coordinate dai Pubblici ministeri della Direzione distrettuale antimafia, emergono

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La Dda di Napoli ha emesso un provvedimento di fermo per Vincenzo D’Alessandro in relazione all’omicidio del consigliere comunale di Castellammare di Stabia, Luigi Tommasino avvenuto a febbraio dello scorso anno. Su Il Nolano si legge che:

Da indagini svolte dai poliziotti della Squadra Mobile di Napoli, coordinate dai Pubblici ministeri della Direzione distrettuale antimafia, emergono convergenti elementi investigativi, circa il coinvolgimento di D’Alessandro quale mandante dell’omicidio del consigliere comunale del Partito democratico di Castellammare di Stabia, Luigi Tommasino ma, allo stato attuale, non ritenuti sufficienti per incriminarlo per tale reato.

E infatti nel provvedimento di fermo emesso questa mattina dalla Dda partenopea, D’Alessandro – ritenuto il reggente dell’omonimo clan di Castellammare di Stabia e assegnato a una casa lavoro di Favignana (Trapani) – risulta indagato solo per associazione a delinquere di stampo camorristico.

A riportare qualche notizia in più sulle indagini è Lunaset:

All’epoca dell’omicidio del consigliere – avvenuto il 3 febbraio dell’anno scorso – il boss D’Alessandro era libero e operativo. (…) Dalle indagini – condotte dalla squadra mobile di Napoli guidata da Vittorio Pisani – è emerso nei mesi scorsi che il consigliere sarebbe stato ucciso perchè si era impossessato di una somma di denaro appartenente al clan: Tommasino non avrebbe restituito 30 mila euro ai D’Alessandro, che per questo motivo avrebbero deciso di farlo fuori.

Per l’omicidio furono arrestati a ottobre i quattro membri del commando: Salvatore Belviso, 26 anni, Renato Cavaliere, di 37, Raffaele Polito, 27 anni, e Catello Romano, il killer diciannovenne pentito, poi scappato e di nuovo arrestato, che aveva la tessera del PD.

Foto | Flickr

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