Silvio Berlusconi si riprende la scena: «Commissione d’inchiesta» su Monti e la caduta del governo B.

Dalla stazione centrale di Milano, l’anatema del Cavaliere, intercettato dai giornalisti insieme a Francesca Pascale.

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Dopo la conferenza stampa di Mario Monti e quella di Antonio Ingroia, Silvio Berlusconi cerca di riprendersi la scena. E lo fa a modo suo, rispondendo ai giornalisti che gli chiedono, alla Stazione Centrale di Milano, se sia pentito di aver appoggiato Monti con il Pdl.

«In quel momento c’é stata una vera e propria congiura e noi, vincendo, instaureremo subito una commissione per esaminare quei fatti»

La dichiarazione tronca, se mai ci fossero stati altri dubbi, qualsiasi nuova ipotesi di riavvicinamento fra i due (d’altro canto, dopo avergli proposto di federare i moderati, Berlusconi era poi stato durissimo nei confronti di Monti).

IL Cav, poi, minimizza la mossa politica del professore e anche la rilevanza di Agenda Monti per l’Italia (il nome che dovrebbe avere la lista unica al Senato alle elezioni politiche 2013):

«Secondo i sondaggi Monti prenderà pochi voti. L’agire e le conseguenze dell’agire di questo governo tecnico sono lì da vedere. siamo in una crisi profonda, in una spirale recessiva pericolosa. Non c’è un solo indicatore dell’economia che non sia peggiorato. Gli italiani si stanno a poco a poco rendendo consapevoli della congiura che c’è stata per mettere una parentesi alla democrazia e mettere fine al nostro governo. Stanno guardando anche chi, essendo nel Pdl è passato all’opposizione facendoci perdere quasi completamente la maggioranza. Una persona consapevole non può dare fiducia ai vari Fini, Casini e Monti».


Insomma: il Cav ostenta sicumera e poi va all’attacco, con la sua solita tecnica da sciorinatore di numeri:

«Non credo che la coalizione di centro sia un problema per il Pdl. Io sono molto sereno sia perchè contattando la gente torno indietro a quel momento momento magico del 2009 quando raggiunsi il 75% dei consensi».

Una cifra, quel 75%, che facciamo fatica a ricordare, in effetti. Sul resto, Berlusconi insiste: è assolutamente convinto che non ci fosse alcuna crisi, che non ci fosse un’Italia a rischio default, che non ci fosse alcuna emergenza, e che il tutto sia stato, semplicmente, un complotto ordito ai suoi danni:

«È stato detto da Monti e da altri ministri che eravamo sull’orlo dell’abisso. Ma è una grande mistificazione perchè c’è stato solo un aumento di due punti percentuali. Ma a novembre 2011 c’è stata una vera e propria congiura e noi, vincendo, instaureremo subito una commissione per esaminare quei fatti. È stato creato un grandissimo scandalo. Ho sentito dire da Monti stesso che eravamo sull’orlo della catastrofe e che loro hanno salvato l’Italia dalla catastrofe. Queste cose qui sono delle mascalzonate».

Quanto all’alleanza con la Lega Nord, Berlusconi la dà quasi per scontata (come noi tutti, del resto), e nega che ci possano essere dissapori in Regione Lombardia:

«Non è vero che Roberto Formigoni non appoggerà Roberto Maroni. Sto andando a pranzo con Formigoni che mi ha dato la sua parola che se troveremo un accordo con la Lega, voteremo lealmente la Lega e Maroni alla presidenza di Regione Lombardia»

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