Ruggero Jucker libero: nel 2002 uccise la fidanzata con 22 coltellate

Alenya Bortolotto fu uccisa con più di venti coltellate inflitte con una lama affilatissima, Jucker asportò alcune parti del corpo.

di remar

Ruggero Jucker è un uomo libero. L’imprenditore oggi 46enne che dieci anni fa uccise la fidanzata in un appartamento nel centro Milano è uscito di galera grazie a tre anni condonati e alla buona condotta. Dal 21 gennaio in poi deve soltanto andare periodicamente a firmare un registro presso le forze dell’ordine.


La storia – La fidanzata di Jucker, Alenya Bortolotto, studentessa di scienze politiche in procinto di laurearsi, fu uccisa con più di venti coltellate inflitte con una lama affilatissima. In quella notte a cavallo tra il 19 e il 20 luglio 2002 Junker si alza dal letto e prima che la ragazza, che aveva dormito di fianco a lui, potesse capire le sue intenzioni era già stata raggiunta dai primi fendenti.

Jucker la rincorre per tutta la casa e la colpisce per almeno ventidue volte. Una violenza esasperata, cieca, un delitto efferato senza una spiegazione. L’imprenditore, figlio di una nota famiglia milanese, dopo l’omicidio asporta addirittura un pezzo di fegato dal corpo di Alenya, poi si lava, e scende in strada urlando “sono Bin Laden”.


Dalla relazione del giudice di Milano Guido Salvini che condannò Jucker in primo grado:

“Nella notte tra il 19 e il 20 luglio 2002 Ruggero Jucker senza una ragione apparente o quantomeno intelligibile, ha ucciso nel bagno della sua abitazione milanese la sua fidanzata Alenya Bortolotto colpendola numerose volte con un coltello affilatissimo da sushi e dissezionandone  in parte il corpo. (…) Nella strada gli operatori del 113 notavano una persona completamente nuda,  il giovane subito identificato in Ruggero Jucker veniva fatto salire sull’autovettura di servizio mentre un agente rinveniva nel cestino dei rifiuti posto all’angolo della strada una camicia da notte, risultata poi di proprietà dello stesso Jucker, sporca di sangue.”

I processi – La polizia lo arresta e in primo grado Jucker prende 30 anni per omicidio aggravato dalla crudeltà. L’imprenditore del settore catering evita l’ergastolo solo grazie alla scelta del rito abbreviato e gli viene riconosciuto un parziale vizio di mente ma l’attenuante non prevale sulla crudeltà. Per la famiglia della vittima viene stabilito un risarcimento di 1 milione e 300mila euro. In secondo grado nel 2005 Jucker usufruisce dell’istituto del patteggiamento in appello, ora abolito perché tagliava troppo le condanne, e gli anni da scontare dietro le sbarre da 30 diventano 16 anni: il reato viene derubricato in omicidio non aggravato grazie all’equivalenza tra le attenuanti, parziale incapacità d’intendere e volere e risarcimento, e l’aggravante.

La liberazione anticipata – Poi è arrivato l’indulto con lo sconto di tre anni della pena, per i reati commessi prima del 2 maggio 2006 e la pena per Jucker è scesa a 13 anni. Per buona condotta altro sconto di 2 anni e mezzo (sono 3 mesi di riduzione della di pena per ogni anno passato in carcere). Risultato: Ruggero Jucker grazie alla cosiddetta liberazione anticipata ha potuto lasciare il carcere di Bollate. Visto che durante questi anni di reclusione Jucker è stato curato per un disturbo bipolare dell’umore secondo il Tribunale di sorveglianza di Milano non c’è bisogno del ricovero in una casa di cura e di custodia per tre anni dopo la scarcerazione, come stabilito invece dalla sentenza definitiva.

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