Al via il processo per la strage di Erba: la difesa preannuncia colpi di scena.

Comincia oggi il processo per la strage di Erba e il verdetto di condanna per Olindo Romano e Rosa Bazzi, gli unici due imputati, potrebbe non essere così scontato come si credeva fino a qualche tempo fa. Il dibattimento in aula riservare un’incognita: l’asso nella manica dei pm, il supertestimone Mario Frigerio. L’uomo – unico

Comincia oggi il processo per la strage di Erba e il verdetto di condanna per Olindo Romano e Rosa Bazzi, gli unici due imputati, potrebbe non essere così scontato come si credeva fino a qualche tempo fa.

Il dibattimento in aula riservare un’incognita: l’asso nella manica dei pm, il supertestimone Mario Frigerio. L’uomo – unico sopravvissuto alla furia dei killer – ha riconosciuto Olindo Romano come il suo assalitore, ma è trapelata la notizia che in precedenza avesse tracciato un identikit del tutto diverso: etnia araba, capelli e occhi scuri, carnagione olivastra. Difficile quindi trovare corrispondenze con l’aspetto di Romano, bianco e dagli occhi verdi, e tra l’altro ben noto a Frigerio.

Altro punto controverso sono le confessioni dei due accusati, che inizialmente hanno sostenuto di aver compiuto gli omicidi in maniera autonoma, poi assieme, ma senza offrire versioni che si sposino del tutto con i riscontri dei RIS. E proprio le indagini scientifiche potrebbero diventare un punto forte della difesa: non sono state rinvenute tracce degli imputati sulla scena del delitto, né tracce delle vittime a casa loro. Il principio di Locard, secondo il quale nell’ambito di un crimine avviene sempre uno scambio di prove fisiche tra aggressore e aggredito, non è affatto rispettato. La difesa cercherà dunque di usare la perizia a favore dei suoi assistiti.

Si battaglierà anche riguardo alla macchia di sangue rinvenuta nell’auto di Romano: le prove sul DNA hanno decretato che era sangue “commisto”, appartenente a Valeria Cherubini e a suo marito Mario Frigerio. Secondo gli imputati sarebbe stata messa nella Seat Arosa dagli inquirenti per incastrarli. E resta infine il dubbio su che significato possano avere le parole di Olindo sul suo diario-bibbia: dapprima l’uomo chiede perdono per i delitti, poi afferma di essere stato indotto a confessare e di non avere niente a che vedere con la strage.

Molti, in definitiva, i punti da chiarire. Crimeblog vi terrà aggiornati.

Fonte: Il Giornale.it

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