Berlusconi e Casini si guardano in cagnesco. E il leader dell’Udc lancia il “Partito della nazione”

Da lontano, Silvio Berlusconi e Pierferdinando Casini si mandano segnali. Di pace e di guerra a seconda degli umori. O, come dicono i bene informati, a seconda dei sondaggi del giorno. Berlusconi sbandiera contento l’Udc appena sopra il 5 per cento, e in discesa. Casini risponde trionfante che l’Udc è già sopra l’8 per cento,

Da lontano, Silvio Berlusconi e Pierferdinando Casini si mandano segnali.

Di pace e di guerra a seconda degli umori. O, come dicono i bene informati, a seconda dei sondaggi del giorno.

Berlusconi sbandiera contento l’Udc appena sopra il 5 per cento, e in discesa. Casini risponde trionfante che l’Udc è già sopra l’8 per cento, in costante aumento.

Il leader del Pdl giura che almeno un terzo dei dirigenti dell’Udc bussa alle porte del Pdl per garantirsi un futuro e una … poltrona, sia a Strasburgo che nel territorio. Il capo dello scudo crociato risponde che i fuoriusciti sono “quattro gatti”, zavorra che è meglio perdere che tenere.

Il Cavaliere dice ai suoi che l’Udc si sta spegnendo come una candela e che Casini cadrà nell’oblio. L’ex presidente della Camera conferma la propria autonomia e rilancia ben oltre l’Udc lavorando ventre a terra per il nuovo “grande centro”.

Casini, oggi su Radio 2: “L’Udc andrà da sola alle prossime elezioni per lanciare il seme di un evento nuovo della politica italiana. Sullo sfondo c’è, entro l’anno il partito della nazione, per unire laici e cattolici. Mi auguro che molti nel Pdl e nel Pd capiscano che devono crollare i muri divisori della politica italiana”.

Berlusconi non ci crede e fa spallucce. Ma ovunque, nelle regioni e nelle province, stanno nascendo i “comitati” costituenti del nuovo partito.

Quel che è certo è che si sta passando dalle parole ai fatti.

Il 3 e 4 aprile a Roma si svolgerà la prima manifestazione nazionale per lanciare il “manifesto per una nuova Italia”. Casini farà gli onori di casa, ma avrà vicino gente non più solo dell’Udc.
E non sono pochi, specie fra ex diccì, sia nel Pdl che nel Pd, a tifare per il nuovo progetto. Per ora stando “coperti” dentro i rispettivi partiti. Ma pronti a fare il salto del fosso e aderire al partito della nazione.

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