Rai: Cda boccia Laganà presidente

Il Cda della Rai ha bocciato la candidatura di Riccardo Laganà alla presidenza della TV pubblica: era stata proposta dalla consigliera Rita Borioni

Il Consiglio di amministrazione della Rai ha detto no alla candidatura di Riccardo Laganà a presidente della TV pubblica. Il nome era stato proposto dalla consigliera Rita Borioni, ma Laganà non è riuscito ad ottenere la maggioranza dei voti, ragion per cui la questione sarà nuovamente all’ordine del giorno nella prossima riunione del Cda Rai. È quanto riferisce la nota ufficiale diramata da viale Mazzini al termine della riunione tenutasi nella giornata di oggi: stando a quanto riporta ‘Il Fatto Quotidiano’, Borioni e Laganà hanno lasciato il consesso in segno di dissenso.

La Rai rimarrà senza presidente fino alla fine dell’estate: se tutto andrà per il verso giusto, infatti, la situazione si dovrebbe sbloccare solo a settembre. Il commento di Rita Borioni: “Questa situazione non può perdurare, è uno stato di inerzia che non fa bene all’azienda. Penso siano due atti importantissimi, ma ho deciso di dare un segnale di dissenso – conclude – rispetto a questa conduzione delle cose”.

Cda Rai | Foa: “Soluzione in tempi rapidi”

Laganà ha ottenuto un solo voto a favore, quello di Borioni, poiché egli stesso si è astenuto nella votazione che lo riguardava. Tutti gli altri cinque consiglieri presenti, tra cui Foa, hanno votato contro. “Noi abbiamo risposto a tutte le osservazioni della Commissione di Vigilanza – ha spiegato il giornalista proposto da Salvini a presidente di viale Mazzini – e dal punto di vista legale e procedurale siamo perfettamente in linea con la bicamerale. Questo consiglio, vista anche la situazione inconsueta in cui si è venuto a trovare, è particolarmente scrupoloso nel rispettare norme e regolamenti. Il tema della presidenza verrà discusso dopo la pausa la estiva del Parlamento. Ci auguriamo che si possa trovare una soluzione in tempi rapidi nell’interesse dell’azienda. Questo – insiste – è un sentimento condiviso nel consiglio. C’è stata una candidatura che è stata discussa ed è stata respinta, ma questo fa parte della normale dialettica del consiglio”.