Affari italiani: il Veneto unito per puntare alla presidenza Fir

La terza candidatura, dopo Amore e Gavazzi, arriverà insieme alla coesione totale dei club del Nordest.

Una svolta epocale. Anzi, due. L’addio annunciato da Giancarlo Dondi chiude 16 anni importantissimi per il rugby italiano, con il dirigente emiliano che ha guidato l’Italia nell’era del professionismo e nel Sei Nazioni. Ma l’altra svolta è rivolta al futuro ed è la possibile – quasi certa – coesione veneta.

La regione più ovale d’Italia, colei che ha saputo dare all’Italia squadre come Treviso, Padova, Rovigo, ma anche San Donà, Mirano, Venezia, Mogliano e tante altre realtà che nel passato hanno vissuto periodi gloriosi, non ha mai saputo essere unita. Rivalità storiche, invidie, antipatie personali hanno diviso per decenni, impedendo al Veneto di presentare una candidatura vincente alle elezioni federali.

Oggi, però, le cose sembrano cambiate. Probabilmente il primo passo avvenne due anni fa, quando Treviso venne esclusa dalla Celtic League. Uno sgarbo, una follia che fu un segnale di pericolo per il Veneto, che rischiava di venir escluso dal rugby che conta. Da allora sono passati due anni, gli scontri tra Treviso – ma anche tra i club d’Eccellenza – con la Fir sono divenuti quotidiani e, ora, siamo arrivati alla candidatura comune.

Il nome che si fa con maggior insistenza – e che Antonio Liviero pubblica stamani sul Gazzettino – è quello di Amerino Zatta, presidente della Benetton Treviso. Nome importante, candidatura di peso, manager di provate capacità e signore anche nei momenti più caldi. Con lui, da quel che traspare, i club veneti sembrano compatti, da Padova a Rovigo.

Insomma, a breve Treviso dovrebbe sciogliere la riserva e annunciare chi è il candidato alternativo che vuole appoggiare. Che sia il presidente Zatta o un altro rappresentante della regione più ovale, quando il Veneto scenderà in campo finalmente sarà il momento di passare dai nomi ai programmi. Saranno i rapporti con i club, la gestione del settore giovanile, la riforma dei campionati e il rapporto – oggi distorto dai conflitti d’interesse – con i club celtici i punti su cui si deciderà la forza dei contendenti. E la loro credibilità.

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