Alitalia: e basta!

“Serve subito, oggi o al massimo domani, un fatto nuovo da parte dei sindacati, o le conseguenze sul fronte Alitalia saranno irreparabili”: lo ha detto il ministro dell’Economia Tommaso Padoa-Schioppa. Dobbiamo ridere o piangere? La notizia fonte ANSA ci spinge a inaugurare la simpatica rubrica mentale E BASTA, le cui puntate rischiano di essere innumerevoli.

di luca17



“Serve subito, oggi o al massimo domani, un fatto nuovo da parte dei sindacati, o le conseguenze sul fronte Alitalia saranno irreparabili”: lo ha detto il ministro dell’Economia Tommaso Padoa-Schioppa. Dobbiamo ridere o piangere? La notizia fonte ANSA ci spinge a inaugurare la simpatica rubrica mentale E BASTA, le cui puntate rischiano di essere innumerevoli. Ma prima lo vogliamo fare un bel punto della situazione?

Bene, come molti di voi sapranno in settimana il CDA di Air France nella persona di Spinetta aveva abbandonato il tavolo delle trattative con i sindacati, giudicando la loro controproposta assolutamente inaccettabile. Dato che la compagnia di bandiera d’oltralpe ha posto come pregiudiziale un accordo coi sindacati stessi la situazione si è irrimediabilmente complicata. Ma cosa avevano chiesto di preciso le otto sigle che rappresentano i lavoratori della compagnia di bandiera? In poche parole che non venissero chiuse le attività cargo e fossero messi a terra un numero inferiore di aerei, e che la finanziaria del Tesoro Fintecna partecipasse all’aumento di capitale previsto con una quota di minoranza e conferisse l’intera quota (49,4%) che possiede in Alitalia servizi alla «Nuova Alitalia». (fonte: La Stampa)

In pratica per salvare più posti di lavoro possibili i sindacati vogliono mantenere in Alitalia una considerevole quota di attività di terra pesantemente deficitarie, oltre che appioppare ai nuovi proprietari un’enorme quota di garanzia e controllo di proprietà governativa.

Ma secondo voi quale investitore sano di mente si piglia un’azienda in clamorosa perdita se gli viene impedito di tagliare e risanare e in più deve sopportare la spada di Damocle dello Stato che ne controlla ogni scelta? Vogliamo ricordare una volta per tutte che la crisi nera di Alitalia parte dagli esuberi, e che al contrario di scelte senz’altro sciagurate o quantomeno discutibili come il ridimensionamento di Malpensa, non si può invece mediare più di tanto su questo presupposto fondamentale?

Per questo quando si sente parlare della crisi Alitalia ci viene da dire E BASTA. Basta con la retorica del posto di lavoro garantito. Basta con l’irresponsabilità dei sindacati. Basta con l’utilizzo che il centrodestra ne fa in campagna elettorale, con la fola della cordata invisibile. Basta con i pianti sulle risorse che bastano ancora solo per tre mesi.

Vogliamo veramente salvare Alitalia? E’ vero, come afferma Berlusconi, che tutti i maggiori paesi industrializzati necessitano di una propria compagnia di bandiera? Se la risposta è sì diciamo chiaramente una volta per tutte che bisogna sacrificare dal 30 al 50% degli attuali posti di lavoro. Se invece la risposta è no, allora lasciamola fallire, e che dalle sue ceneri nasca un soggetto sano, non un ectoplasma mantenuto dal contribuente.

Siete tutti invitati a dire la vostra, e fuori dai denti.

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