Egitto, 75 condanne a morte per il massacro di Rabaa del 2013

La sentenza arriverà l’8 settembre prossimo da parte del Gran Mufti, la principale autorità teologica dell’Egitto. 739 gli imputati.

Il tribunale del Cairo ha proposto oggi la condanna a morte per 75 persone coinvolte a vario titolo in quello che è tristemente noto come il massacro di Rabaa del 14 agosto 2013, quando a poche settimane dal colpo di Stato contro Mohamed Morsi lo sgombero dei due siti occupati dai sostenitori del Presidente deposto finirono nel sangue e oltre 800 persone persero la vita.

Il processo è iniziato oltre due anni con alla sbarra 739 imputati, inclusi numerosi esponenti dei Fratelli Musulmani come la Guida suprema Mohamed Badie e gli esponenti politici Essam el-Erian e Mohamed Beltagy.

Ad esprimersi sulle condanne per tutti gli imputati sarà, il prossimo 8 settembre, il Gran Mufti, la principale autorità teologica dell’Egitto, ma per 75 degli imputati il tribunale del Cairo ha suggerito una condanna a morte, che sarà quindi confermata o cambiata tra poche settimane.

Il numero delle persone che hanno perso la vita durante quelle proteste è ancora discusso in Egitto. Il Ministro della Salute l’ha ufficializzato in 638 persone (595 civili e 43 agenti di polizia), mentre secondo Human Rights Watch almeno 817 civili sarebbero rimasti uccisi. Quasi 4mila, invece, le persone rimaste ferite.

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