Salvini: “Ue riconosca Libia come porto sicuro”. La Commissione: “Non lo faremo”

La Commissione Europa ha risposto a Salvini: “Noi non consideriamo la Libia un porto sicuro”

La Commissione Europea ha subito bocciato “l’idea” di Matteo Salvini. Ieri il Ministro dell’Interno ha parlato da Mosca, dove era andato anche per assistere alla finale dei Mondiali. Dalla Capitale russa Salvini ha avanzato la sua proposta per riportare le imbarcazioni dei migranti indietro verso il luogo di partenza: “Dobbiamo cambiare la normativa e rendere i porti libici porti sicuri. C’è questa ipocrisia di fondo in Europa in base alla quale si danno soldi ai libici, si forniscono le motovedette e si addestra la Guardia Costiera ma poi si ritiene la Libia un porto non sicuro. Bisogna aiutare la Libia a garantire i diritti umani e a creare canali per accogliere in loco dall’altra parte del Mediterraneo le richieste di asilo“.

Il prossimo 18 luglio Salvini è quindi pronto a ridiscutere l’Operazione Sophia che reputa ‘suicida’: “Ridiscutere sulla firma suicida del 2015, di cui dovete andare a chiedere conto al governo Renzi“. Per Salvini “la soluzione non è la condivisione, ma il blocco delle partenze. L’unico modo di stroncare questo business è rendere inutile mettersi in barca perché si sa che si sarà rimandati indietro“. Oggi è arrivata la secca replica da parte della Commissione, nello specifico tramite la portavoce Natasha Bertaud: “Nessuna operazione europea o nave europea fa sbarchi in Libia perché noi non consideriamo la Libia un porto sicuro“.

Il greco Margaritis Schinas, capo dei portavoce della Commissione, ha invece parlato dello sbarco avvenuto a Pozzallo: “La Commissione accoglie con favore che entrambe le navi siano sbarcate a Pozzallo e ciò è stato possibile grazie a 6 stati membri Ue che hanno deciso di accogliere e condividere migranti, tra cui Italia, Francia, Germania, Malta, Spagna e Portogallo. L’Italia chiede da tempo una cooperazione regionale sugli sbarchi e ha ragione a chiederlo, la Commissione crede che soluzioni ad hoc non siano sostenibili a lungo termine e chiede una nuova spinta sulla base del Consiglio europeo“.

Alle parole della portavoce Natasha Bertaud ha controreplicato Salvini attraverso i social network: “L’Unione Europea vuole continuare ad agevolare lo sporco lavoro degli scafisti? Non lo farà in mio nome, o si cambia o saremo costretti a muoverci da soli“.

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