Ugo Martello, boss di Milano

Arrestato oggi, Ugo Martello così lo dipingeva nel marzo scorso Il Manifesto:Dal resort di Milano 3 alla fine si arriva in via Nino Bixio davanti a un bel palazzo ricoperto di edera. Qui abita il terzo grande padrino di Cosa nostra. Perché Ugo Martello, già indagato nell’inchista Metallica della Dia «è ritenuto – scrivono gli

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Arrestato oggi, Ugo Martello così lo dipingeva nel marzo scorso Il Manifesto:

Dal resort di Milano 3 alla fine si arriva in via Nino Bixio davanti a un bel palazzo ricoperto di edera. Qui abita il terzo grande padrino di Cosa nostra. Perché Ugo Martello, già indagato nell’inchista Metallica della Dia «è ritenuto – scrivono gli investigatori – uno dei più autorevoli esponenti della mafia siciliana presente a Milano». Legato alla famiglia di Bolognetta di lui parla il pentito Angelo Chianello. «Luigi Bonanno e Ugo Martello si stavano interessando dell’ingresso in Italia di 300 kg di cocaina, perché Martello ha tanti contatti in Sudamerica». E grandi amicizie milanesi. Negli anni Ottanta in via Larga 13 gestì la Citam srl nei cui uffici si svolsero diversi summiti di mafia. I protagonisti? «Tommaso Buscetta, Alfredo e Giuseppe Bono, i fratelli Fidanzati». Vecchie amicizie e nuovi affari. In attesa che torni libero Gerlando Alberti, colui che avrebbe ricevuto il mandato di ridare vita alla Cupola. Lui, lo zu Paccarè, che a Milano arrivò nel 1961. Grande frequentatore dei night club di piazza Diaz girava con il Rolex d’oro sopra il polsino «perché – diceva – così lo porta Agnelli».

Ugo Martello ritorna anche nella sentenza di condanna Dell’Utri (qui un .doc) e così appare in questa pagina:

Il successivo 13 novembre, Rapisarda ha modo di fornire al magistrato la seguente deposizione sul conto di Marcello Dell’Utri: “Al ristorante “Il Viceré” [di Milano] andavano a mangiare una quantità di palermitani e siciliani, e tra questi vi era anche Marcello Dell’Utri, e il Dell’Utri era già frequentatore e amico del Brucia Domenico [e aveva] stretti contatti con quel giro di siciliani, tant’è vero che veniva spesso nei suoi uffici della Bresciano in via Chiaravalle un suo amico, che il Dell’Utri ebbe modo di presentarmi, e che poi seppi dai giornali che era Ugo Martello. Ricordo che quando costui si recava negli uffici di Dell’Utri, si chiudeva negli uffici stessi del Dell’Utri a confabulare, e mi ricordo che quando il Dell’Utri mi presentò come suo amico quell’uomo che poi seppi essere il ricercato Ugo Martello, mi disse che si trattava di un suo carissimo amico, che la sua società era rimasta creditrice della Venchi Unica Duemila, che si trattava di una persona di tutto rispetto, e che quindi quel debito della Venchi Unica Duemila verso la società del suo amico “o fallimento o non fallimento, andava pagato, se non si voleva incorrere in dispiaceri”.

Per chi volesse approfondire, una storia legata all’estorsione costata una condanna a 15 anni lo scorso 18 dicembre, la leggete qui.

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