Ore 12 – “Furti” storici: il Pdl (marcato Berlusconi) come la DC?

L’ultimo ad averlo detto prima di lui, è stato Pierferdinando Casini. Il leader dell’Udc aveva sentenziato: “Il Pdl nasce e muore con Silvio Berlusconi”. Lui, il direttore di Libero Vittorio Feltri, berlusconiano doc ma senza peli sulla lingua, adesso conferma: “Temo che il Pdl non sopravviverà a Berlusconi. Quando non ci sarà più la figura

L’ultimo ad averlo detto prima di lui, è stato Pierferdinando Casini. Il leader dell’Udc aveva sentenziato: “Il Pdl nasce e muore con Silvio Berlusconi”.

Lui, il direttore di Libero Vittorio Feltri, berlusconiano doc ma senza peli sulla lingua, adesso conferma: “Temo che il Pdl non sopravviverà a Berlusconi. Quando non ci sarà più la figura carismatica si rifaranno vivi tutti i galletti del pollaio”.

Anche Feltri vede il Pdl come una “monarchia anarchica” e rimpiange la Democrazia Cristiana: “Un partito mamma con nove correnti che riuscivano a convivere”.

Chissà, forse lo Scudo crociato non reggeva solo per questo.

Un partito tutt’altro che “immacolato” la Dc, ma aveva avuto intuizioni, ideali, progetti politici non nati sul “pradellino” di un’auto, dirigenti forgiati dalla storia che avevano portato l’Italia a fare la scelta giusta fra i due blocchi, garantendo la democrazia e modernizzando una nazione uscita distrutta dalla dittatura fascista, dai lutti del secondo conflitto mondiale, dalle ferite della guerra civile.

Dopo Sturzo venne De Gasperi, poi Fanfani, quindi Andreotti, Aldo Moro ecc. Chissà chi dopo il Cavaliere?

Per decenni, i governi di coalizione marcati diccì erano sempre sostenuti da un progetto politico. I voti venivano “anche” dall’azione dei governi ma il consenso profondo veniva dal riconoscimento del progetto politico.

E oggi? Il Centrodestra esprime un governo. E il “progetto” politico?