Torre del Greco: 7 arresti clan Falanga, in manette anche Isidoro Di Gioia e Ciro Grieco

Blitz contro il clan Falanga a Torre del Greco. Sette presunti appartenenti all’organizzazione camorristica attiva nella città vesuviana sono stati arrestati questa mattina dalla polizia. Tra loro anche Isidoro Di Gioia, figlio del boss Gaetano ucciso in un agguato lo scorso mese di maggio. Per gli inquirenti lui e Ciro Grieco, ritenuto l’attuale reggente del

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Blitz contro il clan Falanga a Torre del Greco. Sette presunti appartenenti all’organizzazione camorristica attiva nella città vesuviana sono stati arrestati questa mattina dalla polizia. Tra loro anche Isidoro Di Gioia, figlio del boss Gaetano ucciso in un agguato lo scorso mese di maggio. Per gli inquirenti lui e Ciro Grieco, ritenuto l’attuale reggente del clan, avrebbero organizzato una capillare rete di estorsioni ai danni di imprenditori e commercianti: per chi si rifiutava di pagare il pizzo, minacce e ritorsioni.

Dalle indagini è emerso che in occasione delle feste natalizie il clan voleva imporre un “pagamento extra” da destinare alle famiglie dei detenuti. Isidoro Di Gioia scampò all’agguato in cui perse la vita il padre. Operato d’urgenza al Maresca, successivamente dichiarò agli inquirenti che i killer avevano il viso coperto da caschi integrali. Da Metropolis Web del 31 maggio 2009:

Erano le diciannove quando la macchina, al cui interno c’ erano lui e il padre, ha svoltato da via Falanga per immettersi lungo via Beato Vincenzo Romano: è a questo punto che i sicari hanno portato a termine la loro missione di morte. Quattro i colpi esplosi da due diverse pistole, tra cui una calibro 9. Preso in pieno il cinquantaquattrenne, raggiunto alla testa e al petto. Ferito, ma in maniera meno grave, il figlio. E´stato lui a trasportare il padre all´ospedale Maresca. Una corsa inutile: il padrino della camorra torrese è morto durante il tragitto. Il figlio è invece stato operato d´urgenza all´altezza della gola. Ora le sue condizioni sono buone, è fuori pericolo.

Agguato forse maturato nell’ambito della faida interna al clan…

Un regolamento di conti interni, un ordine partito dalla colonna scissionista dei Falanga. Questa una delle piste seguite dagli inquirenti all´indomani del raid che ha visto morire, domenica sera in piazza santa croce a torre del greco, sotto i colpi di due sicari il luogotenente dei Falanga, Gaetano di Gioia, detto o´tapp: ferito, invece, il figlio Isidoro. La scissione interna al gruppo criminale ha visto, negli ultimi tre anni, morire già dieci affiliati del clan torrese.

Da quando era tornato in città, dopo un allontanamento forzato in Piemonte, Di Gioia non si vedeva mai in giro. Era blindato nella sua casa di via Garibaldi: temeva un agguato. Ma gli inquirenti non escludono neanche la possibilità che ad agire possano essere stati esponenti di altre organizzazioni interessate a mettere le mani sulle attività di spaccio ed estorsione.

A gennaio 2008 per il clan Falanga era arrivata la stangata: la Corte di Cassazione aveva confermato le condanne inflitte a boss e fiancheggiatori nei precedenti gradi di giudizio del relativo maxiprocesso…

Otto anni al capoclan Peppe ’o struscio, diciotto al baby boss Vincenzo Luna, sedici a lady cocaina. E poi la conferma dei quattro anni incassati in primo e secondo grado da Aniello Esposito, l’ex consigliere comunale ritenuto dall’Antimafia la talpa della camorra di Torre del Greco all’interno del municipio cittadino. Sono i verdetti con cui i magistrati della corte di Cassazione di Roma hanno scritto la parola fine al maxi processo a carico di boss e fiancheggiatori del clan Falanga. Un’organizzazione decimata dai circa cinquanta arresti eseguiti su ordine della Dda tra il luglio e l’ottobre 2004: due operazioni, Never Again e Blond Moon, che in tre anni e mezzo hanno dispensato pene per duecento anni di reclusione.

Via | Metropolis Web
Foto | Flickr

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