Al-Qaïda e gli ostaggi del Sahel, il video che accusa la Francia del blocco delle trattative

Il video messaggio di Abou Zeid, uno dei leader della cellula di Al-Qaïda del Maghreb islamico, accusa la Francia di aver interrotto le trattative per la liberazione dei 4 francesi sequestrati due anni fa in Nigeria.

di sara


E’ dalla voce di Abou Zeid, uno dei leader definito in maniera poco rassicurante “l’émir sanguinaire d’AQMI”, che è arrivata ieri la pesante accusa al governo francese, trasmessa in un video diffuso da Sahara Medias, sito della Mauritania che dispone di una fitta rete di informatori nella regione ed è considerato come una delle fonti più affidabili in materia di attualità locale. Secondo Zeid, rappresentante del gruppo estremista del Maghreb islamico vicino ad Al-Qaïda, le isituzioni della République non favorirebbero in nessun modo il dialogo e anzi ostacolerebbero il procedere delle trattative per la liberazione dei quattro connazionali sequestrati da ormai più di due anni, come dimostra un estratto della dichiarazione nel quale l’emiro non esita ad affermare che:

L’arresto delle negoziazioni e il loro blocco totale sono di responsabilità della Francia, quanto a noi siamo disponibili alle trattative e lo abbiamo già fatto presente più di un anno fa…A presente la Francia non si è degnata di rispondere alla nostra offerta di dialogo.

La notizia, che arriva in momento estremamente delicato nel quale il ministro della difesa francese spinge per l’intervento nel nord del Mali, è stata prontamente rimbalzata dalle autorità d’oltralpe, attraverso un succinto comunicato pubblicato oggi dal Ministère des Affaires Étrangères, il cosiddetto Quai d’Orsay che assicura, attraverso una dichiarazione ufficiale di Vincent Floreani, portavoce aggiunto, che:

Le autorità francesi continuano ad esigere la liberazione dei compatrioti in ostaggio nel Sahel e sono interamente mobilizzate per pervenire a tale risultato.

Una formula che non rassicura le famiglie che hanno già invocato più volte un’azione più incisiva resa difficile dal continuo evolvere delle comunicazioni per intermediari accentuate dall’instabilità della zona e dalle importanti richieste di denaro dei rapitori e aggravato dal recente rapimento di un altro francese, avvenuto il 20 novembre nel Mali occidentale da parte di un’altro gruppo islamico armato.

I quattro ostaggi avevano lanciato un appello congiunto in occasione del secondo anniversario della loro cattura, le loro voci, si ritrovano riunite in un video diffuso a settembre, nel quale Pierre Legrand, Marc Feret, Daniel Larribe e Thierry, tutti impiegati in grandi imprese francesi come Areva e Sogea Satom invocavano aiuto per il loro ritorno a casa. Un appello straziante ripreso l’8 dicembre dal Clément Legrand, fratello di Pierre, che aveva scelto di indirizzarsi direttamente ai rapitori per tentare di sbloccare le trattative, che ci sia riuscito?

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