Pozo Izquierdo. Non solo windsurf, ma un’isola da scoprire: Gran Canaria (1)

Chi vuole sperimentare il vento nucleare della baia di Pozo Izquierdo metta in conto “il dovere” di ritagliarsi un po’ di tempo per visitare il resto dell’isola, e senza aspettare il giorno in cui il vento concede una tregua, perchè semplicemente: “non accadrà”. Sarà una rinuncia al mare, ma vale la pena.Nel timore di aver

Chi vuole sperimentare il vento nucleare della baia di Pozo Izquierdo metta in conto “il dovere” di ritagliarsi un po’ di tempo per visitare il resto dell’isola, e senza aspettare il giorno in cui il vento concede una tregua, perchè semplicemente: “non accadrà”. Sarà una rinuncia al mare, ma vale la pena.

Nel timore di aver trasmesso con il mio ultimo post l’errata convinzione che Pozo Izquierdo sia solo un posto per professionisti della tavola a vela, debbo a tutti una precisazione: a Pozo si può andare anche per imparare, per migliorare le proprie prestazioni, basta scegliere le giuste condizioni e la spiaggia favorevole. Io ho imparato la partenza dall’acqua mentre ero a Gran Canaria, e se è successo a me…

Ma andiamo con ordine:

1 – Il viaggio.

Quando non c’erano collegamenti aerei diretti con l’Italia, i “pionieri” del funboard raggiungevano Gran Canaria giocando di sponda, arrivavano fino a Cadice, a nord di Gibilterra, s’imbarcavano su una nave e, dopo ben due giorni e due notti di navigazione, giungevano a Las Palmas; qualche altro sceglieva il doppio salto aereo, il primo verso questa o quella città della Germania Federale e il secondo verso le Canarie pescando il charter giusto perché solo la compagnia LTU permetteva la tavola al seguito. Pionieri, appunto.

Oggi le cose sono cambiate e sicuramente in meglio, anche se le possibilità non sono poi così tante. La soluzione più economica parte da Cagliari, con meno di 400 euro A/R si va a Las Palmas; spendendo una cifra ancora al di sotto di 600 euro si può scegliere tra un volo Iberia, mediamente più costoso, e un volo Air Europa, da non confondere con Air Europe, che è altra cosa.

L’equipaggiamento sportivo si paga a peso e tutto, fino all’ultima pinnetta. Organizzatevi bene perché il bagaglio fuori misura è problema vostro, specie se, come me, avete intenzione di riportarvi dalle Canarie due o tre tavole usate una sola volta dai Campioni e vendute a prezzi stracciatissimi. Il mio personale “sarcofago” era lungo tre metri e dentro c’era di tutto. Ma questo discorso merita un capitolo a parte.

2 – L’attrezzatura da portare

Non so dirvi se è ancora conveniente acquistare o affittare una attrezzatura a Pozo senza averla al seguito. Di sicuro c’è ancora la possibilità di comprare, a prezzi decisamente interessanti, tavole, vele e quant’altro direttamente dai pro, che notoriamente ne cambiano una al giorno, anche perché gliele comprano gli sponsor. E non sorprendetevi se la maggior parte delle tavole che vedete navigare a Pozo sono dei custom, cioè costruite da un artigiano sulle specifiche fornite dal windsurfista. Non badate nemmeno agli adesivi che, per ragioni pubblicitarie, vanno a coprire la vera identità dello shaper. Comprando uno di questi oggetti, avrete nelle mani e sotto i piedi un pezzo più unico che raro, che va oltre il marchio tecnico che sponsorizza questo o quell’atleta.

Abbiate cura di un eventuale acquisto della specie, così come di attrezzature noleggiate, io ho spaccato la mia tavola wave dopo appena una settimana, frantumando in un attimo tutti i miei sogni di farla navigare in Italia, almeno questo è stato il destino della prima tavola adocchiata. Se venite per provare salti e manovre radicali, lì in quella galleria naturale del vento, in mezzo al gotha del windsurf, vi consiglio di non andare oltre i 4.5 mq di vela (5 se siete dei pesi massimi). Personalmente mi è capitato di vedere Björn Dunkerbeck in persona (che non è proprio un fuscello), navigare con un fazzoletto di vela, grande appena 3 mq e schizzare in orbita dopo aver saltato su onde di 3 metri con un vento a 50 nodi (c’era praticamente solo lui in acqua).

Per la tavola, va bene una wave con poco volume e prua rialzata che non vi faccia ingavonare nell’onda. Se invece venite per imparare e pensate di trascorrere la maggior parte del tempo a provare manovre come partenza dall’acqua, strambata o virata, tutto praticabile nel vicinissimo spot di Arinaga, allora aggiungete mezzo metro quadrato di superficie per le vostre vele e una tavola con poco più volume. Per intenderci, ad Arinaga potrete trovare addirittura condizioni di acqua piatta. Per i limiti inferiori non si può davvero stabilire nulla.

3 – Le condizioni

Se cercate un vento nucleare, il momento migliore per partire è tra la fine di giugno e l’inizio di settembre. Il vento soffia mediamente tra i 20 e i 30 nodi e le giornate di “cippa” sono davvero molto rare. A Pozo si fa letteralmente fatica a camminare per il vento teso. Non potete mai permettervi di essere distratti se non volete farvi male o fare male a qualcuno. Ricordate di lasciare, sempre, un sasso abbastanza pesante sopra la vostra tavola (vi assicuro che volano via come fuscelli) e sulle vostre vele, qualora abbiate bisogno di lasciarle temporaneamente sulla spiaggia. Occhio anche all’apertura degli sportelli delle auto in direzione del vento.

Di solito, gli Alisei entrano nella baia leggermente di lato, pertanto le condizioni sono side-on/on-shore. Se percorrete la strada che costeggia il mare e che da Pozo va verso Arinaga (guardatela su Google Maps), senza prendere la GC-1, arriverete in una delle migliori palestre naturali di Gran Canaria per il windsurf, si chiama Las salinas de Arinaga. Qui avrete le stesse condizioni di vento di Pozo, ma generalmente senza onde e senza una folla di professionisti. A poca distanza c’è il nuovo porto di Arinaga, la cui realizzazione è stata oggetto di un forte protesta da parte dei surfisti che temevano una scomparsa delle onde e del vento.

E’ vero che basta un niente per indispettire la natura, ma questa volta è andata bene e la realizzazione dell’approdo si è rivelata meno dannosa del previsto.
Gli altri spot, che lascio a voi il piacere di scoprire sono: Mosca Point, tra Pozo e Arinaga, molto amato dai surfisti, Vargas, a Nord di Arinaga, un posto dove le onde vi mangiano letteralmente, Ojos de Garza, vicino all’aeroporto, Maspalomas e Bahia Feliz, che un tempo sono state tappe della Coppa del Mondo e ora posti esclusivamente per principianti (vento debole, acqua piatta e affollamento di turisti).

Continua nel post: “Pozo Izquierdo. Non solo windsurf, ma un’isola da scoprire: Gran Canaria (2)