Agenda Monti: il testo spiegato, il programma politico per il Monti Bis

Tutti i punti del programma che Mario Monti vuole condividere con le forze politiche che intenderanno sostenerlo.

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L’Agenda Monti è un programma politico di Governo, senza ombra di dubbio. Afferisce a un’ideologia di centrodestra, anche se ammicca a certe questioni che hanno a che vedere con lo stato sociale (ma sempre da un punto di vista strettamente legato all’economia, alla finanza, al mercato, al liberismo).

Agenda Monti: il testo del documento

Agenda Monti: il testo del documento
Agenda Monti: il testo del documento
Agenda Monti: il testo del documento
Agenda Monti: il testo del documento

Cosa dice l’Agenda Monti? Il testo del documento messo online su agenda-monti.it è diviso in 4 capitoli e contiene, in tutto, 29 punti che propongono, sostanzialmente, un piano di governo, il programma del Monti-Bis.

Questi i punti programmatici

1. Italia, Europa

– Costruire un’Europa più integrata e solidale contro ogni populismo
– Quel che l’Italia deve chiedere all’Europa
– Quello che l’Europa chiede all’Italia
– L’Italia a testa alta nel mondo

2. La strada per la crescita

– La crescita non nasce dal debito pubblico. Finanze pubbliche sane, a tutti i livelli
– Riduzione e riequilibrio dei carichi fiscali
– Eliminare gli sprechi, valorizzare gli investimenti produttivi (spending review)
– Una pubblica amministrazione più agile, più efficiente, più trasparente. Usare meglio i fondi strutturali europei (il Freedom of Information Act come modello)
– Continuare la stagione delle liberalizzazioni
– Rivitalizzare la vocazione industriale dell’Italia
– Aperti ma non disarmati sui mercati globali. Proiettare le imprese italiane sui mercati internazionali, riaprire il Paese agli investimenti esteri
– Bisogna prendere sul serio l’istruzione, la formazione professionale e la ricerca
– Italia 2.0: l’Agenda digitale
– Sfruttare tutto il potenziale dell’economia verde
– La politica agricola
– L’Italia della bellezza, dell’arte e del turismo

3. Costruire una economia sociale di mercato, dinamica e moderna
– La riforma delle pensioni e il nuovo mercato del lavoro
– Lavoro: più e meglio. Incrementare i tassi di occupazione giovanile e dei lavoratori anziani
– Le donne nella società e nell’economia italiana
– Un Welfare per il nostro tempo. La persona è il primo capitale da proteggere (l’Europa non nemica del Welfare)
– Nuove e vecchie povertà nella recessione (piano per l’autosufficienza dei servizi sociali territoriali)
– Una società aperta. Merito e mobilità sociale
– La famiglia in una società che cambia


4. Cambiare mentalità, cambiare comportamenti

– Riformare le istituzioni
– Federalismo e autonomie responsabili
– Mentalità vincente. Il buon metodo fa i buoni risultati
– Meno casta, meno costi. La politica dei cittadini
– Tolleranza zero per corruzione, evasione fiscale e economia sommersa
– Giustizia, sicurezza, criminalità organizzata e mafie (disciplina del falso in bilancio, normativa su anticorruzione, antiriciclaggio e autoriciclaggio, lotta alla criminalità organizzata)

Il testo spiegato

Il cambio di mentalità prevede: una riforma istituzionale, con l’attuazione del federalismo; la regolazione delle attività delle lobby, l’armonizzazione dei bilanci pubblici.
Una lotta alla casta e alla cattiva politica, con l’invito ai cittadini a non essere tolleranti nei confronti della cattiva politica; la riduzione dei contributi ai partiti e dei rimborsi elettorali, con tracciabilità dei finanziamenti privati. Tolleranza zero per la corruzione, l’evasione fiscale e il sommerso (altro cavallo di battaglia del Monti I), lotta alla mafia, disciplina del falso in bilancio, codice di autoregolamentazione dei partiti che superi e vada oltre la legge sull’incandidabilità.

Merito e famiglia sono al centro dell’agenda Monti. L’obiettivo dovrebbe essere quello di perseguire la creazione di maggiori possibilità per la mobilità sociale, con la lotta alle rendite di posizione. Inoltre, il documento prevede incentivi e incoraggiamenti alla natalità, sostegno per l’accesso alla casa, congedi parentali più articolati ed estesi.

Welfare: da riformare e modernizzare. Il documento non spiega esattamente come.

Pensioni e mercato del lavoro: sono i punti già affrontati dal Governo Monti in questa prima legislatura. Il documento dice chiaramente che si tratta di riforme che non vanno toccate. Per favorire l’occupazione femminile, Monti propone la detassazione selettiva del lavoro delle donne.

Agenda digitale, Green economy, Turismo: rilancio e modernizzazione del Paese

Scuola e ricerca: il documento propone di accrescere l’investimento nella ricerca, incentivando l’iniziativa del settore privato. Di studiare forme di lotta all’abbandono formativo, di fare un piano di investimenti in capitale umano

Industria, commercio e credibilità: il documento mette in luce le difficoltà del paese e propone alcune strategie per rilanciarlo internazionalmente. Decentramento della contrattazione salariale, apertura ai mercati, misure che afferiscono a idee di economia tipiche delle destre europee. Si parla anche di favorire il credito alle imprese

Liberalizzazioni: capitolo delicato. L’agenda parla di proseguire sulla strada percorsa fino a questo momento, ma dimentica di dire che l’operazione è stata sostanzialmente fallimentare, fino a questo momento. Le liberalizzazioni restano un punto fisso del programma di Monti, anche nei servizi pubblici locali.

Fondi europei: da utilizzare integralmente, tutti i fondi disponibili.

100 giorni, 100 procedure da eliminare: nei primi cento giorni di Governo, ci si dovrà impegnare a individuare le 100 procedure che si possono eliminare per semplificare l’amministrazione pubblica.

Spending Review come metodo ordinario per la gestione delle amministrazioni pubbiche. Per Monti, vuol dire non solo spendere meno ma anche spendere meglio.

Crescita senza debito pubblico. E’ il mantra di Monti: «La crescita si può costruire solo su finanze pubbliche sane». Dove per sane si intende il famigerato «pareggio di bilancio strutturale» (confermato nella modifica costutizionale), la riduzione del debito pubblico ai ritmi imposti dal fiscal compact, anche attraverso «valorizzazione/dismissione del patrimonio pubblico».

Italia nell’Europa e nel mondo: la visione di Monti è fortemente europeista. Secondo l’agenda del professore, l’Italia può sedere al tavolo del negoziato in Europa a pieno titolo, come «paese contributore netto al bilancio europeo e che sostiene finanziariamente lo sforzo di salvataggio dei Paesi sottoposti a programma del Fondo Europeo Salva Stati». Per questo può chiedere politiche orientate alla crescita. Ovviamente, in cambio bisogna dare rassicurazioni all’Europa. Naturalmente, l’Agenda non dimentica di esaltare il ruolo dell’Italia nel mondo.

Meno tasse. E’ un impegno che secondo Monti si può mantenere. «Non appena le condizioni generali lo consentiranno», la prossima legislatura si deve impegnare a

«ridurre il prelievo fiscale complessivo, dando la precedenza alla riduzione del carico fiscale gravante su lavoro e impresa. Questa va comunque perseguita anche trasferendo il carico corrispondente su grandi patrimoni e sui consumi che non impattano sui più deboli e sul ceto medio»