L’erba del vicino è sempre più verde. Parola di Di Pietro. E di Franceschini.

A lamentarsi, fra i suoi, è Tonino Di Pietro. L’ex pm ha capito che oltre al nemico Berlusconi (sul fianco destro) adesso è spuntato il nemico Franceschini (sul fianco sinistro). La differenza è sostanziale. Quasi una questione di vita e di morte (politica). Le uscite di Berlusconi (così come precedentemente la strategia di veltroniana memoria)

A lamentarsi, fra i suoi, è Tonino Di Pietro.

L’ex pm ha capito che oltre al nemico Berlusconi (sul fianco destro) adesso è spuntato il nemico Franceschini (sul fianco sinistro).

La differenza è sostanziale. Quasi una questione di vita e di morte (politica).

Le uscite di Berlusconi (così come precedentemente la strategia di veltroniana memoria) portano paradossalmente (ma non troppo) voti all’Idv. Mentre quelle di Franceschini portano via voti al partito dell’ex pm, riportandoli (forse) da dove erano partiti, cioè nel Pd.

Così Tonino si trova spiazzato. Tant’è che da qualche giorno ha abbassato i toni.

Ha perso la voce? No, dopo la svolta del nuovo segretario del Pd, non sa più che pesci pigliare.

Tonino si trovava molto meglio con il “tetenna” Veltroni che con il nuovo capo dei democrat, ben più decisionista e antiberlusconiano di nuovo conio.

Per Di Pietro, contrastare il populismo del Cavaliere è (si fa per dire) un gioco da ragazzi. Ben più difficile diventa non farsi superare dalla demagogia di Franceschini.

Di fatto, sia Di Pietro sia Franceschini pascolano oramai su terreni confinanti. Ma, si sa, l’erba del vicino è sempre più verde. Presto ci sarà il contatto.

Dai suoi (floridi) pascoli, il Cavaliere osserva compiaciuto. Oramai ha perso il conto di quanti ne ha fatti “fuori”.

Ma non sempre i conti tornano. Di Pietro può “lavorare” per Berlusconi togliendo voti al Pd. Ma un Partito democratico sotto misura (sotto il 25%) non manda solo in tilt l’intero gruppo dirigente dei democrat: fa saltare il bipolarismo. Su cui poggia Berlusconi.

La DC non saltò per Tangentopoli ma perché privata del “nemico” rappresentato dal comunismo. Può accadere anche a Berlusconi.

Fatte le debite proporzioni. Corsi e ricorsi storici.

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