Camorra, scambio di killer tra clan: nuove accuse per il boss Pietro Lago

Nuova ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di Pietro Lago, boss dell’omonimo clan camorristico operante prevalentemente nella zona di Pianura, alla periferia occidentale di Napoli, e già condannato all’ergastolo in via definitiva per l’omicidio di Giustino Perna, avvenuto a Napoli il 30 aprile del 1999.I carabinieri del Nucleo Investigativo di Caserta, coordinati dalla

Nuova ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di Pietro Lago, boss dell’omonimo clan camorristico operante prevalentemente nella zona di Pianura, alla periferia occidentale di Napoli, e già condannato all’ergastolo in via definitiva per l’omicidio di Giustino Perna, avvenuto a Napoli il 30 aprile del 1999.

I carabinieri del Nucleo Investigativo di Caserta, coordinati dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, sono riusciti a far luce sull’omicidio di Alfonso Volpe, avvenuto a Napoli nel marzo 1994 ed hanno identificato il boss Lago come mandante di quel delitto. Il movente, lo rivelano gli inquirenti, era collegato all’intenzione di Lago di riaffermare la propria supremazia sul territorio.

Poco tempo prima, infatti, un affiliato al clan fu ucciso da uno dei gruppi rivali, il clan Contini, e l’omicidio di Volpe fu una risposta a quel torto. Le indagini hanno anche permesso di accertare un’alleanza tra il clan di Pietro Lago e quello dei Casalesi, fazione Bidognetti, che si sarebbero aiutati a vicenda prestandosi i killer da impiegare nei regolamenti di conti.

Foto | © TMNews

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