Vimercate, molestie sessuali in una scuola elementare: arrestato bidello di 65 anni

E’ stato assicurato alla giustizia con la pesante accusa di violenza sessuale aggravata il bidello-orco di 65 anni bloccato in flagranza di reato mentre stava molestato una bambina nei bagni della scuola elementare di Vimercate, in provincia di Monza e della Brianza, in cui era impiegato da circa 8 anni.Le indagini sono scattate pochi giorni

E’ stato assicurato alla giustizia con la pesante accusa di violenza sessuale aggravata il bidello-orco di 65 anni bloccato in flagranza di reato mentre stava molestato una bambina nei bagni della scuola elementare di Vimercate, in provincia di Monza e della Brianza, in cui era impiegato da circa 8 anni.

Le indagini sono scattate pochi giorni fa, il 25 gennaio, dopo la segnalazione di una delle giovani vittime, che ha trovato il coraggio di confidarsi con una insegnante e raccontare cosa succedeva nei bagni della scuola. L’uomo, un 65enne sardo con precedenti per reati simili, è stato messo sotto stretta sorveglianza e due giorni fa è tornato a molestare, facendo così scattare l’arresto.

L’uomo, secondo le indagini, si introduceva nei bagni della scuola comunale del paese, adescava le giovanissime studentesse – tutte di età inferiori ai 10 anni – e le palpeggiava nelle parti intime, chiedendo loro di non raccontare niente a nessuno.

Fortunatamente così non è stato e l’anziano orco è finito in manette. Per lui si tratta della seconda volta. Gli agenti hanno infatti scoperto che l’uomo era già stato condannato per un reato simile: era successo nel 1971, quando l’uomo aveva molestato una bambina di 12 anni in una chiesa in Calabria.

Il bidello aveva però taciuto alla scuola i suoi precedenti penali e al momento dell’assunzione aveva presentato un falso certificato, nascondendo così il grave reato commesso in passato. Ora si trova rinchiuso in carcere con l’accusa di violenza sessuale aggravata, ma non è escluso che la sua situazione possa peggiorare col proseguire delle indagini.

La Procura della Repubblica di Monza ha infatti disposto il sequestro delle apparecchiature elettroniche presenti in casa dell’uomo – computer, DVD e via dicendo – che verranno analizzate alla ricerca di materiale che possa tornare utile agli inquirenti.

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