Massacro a Genzano di Lucania: il killer Ettore Bruscella chiede di essere condannato

Ettore Bruscella, il 78enne reo confesso del triplice omicidio avvenuto a Genzano di Lucania la sera del 24 dicembre 2011, ha preso la parola durante l’ultima udienza del processo a suo carico che si sta celebrando davanti alla Corte d’Assise di Potenza ed ha chiesto ai giudici di essere condannato:Signor giudice, metteva sempre il furgone

Ettore Bruscella, il 78enne reo confesso del triplice omicidio avvenuto a Genzano di Lucania la sera del 24 dicembre 2011, ha preso la parola durante l’ultima udienza del processo a suo carico che si sta celebrando davanti alla Corte d’Assise di Potenza ed ha chiesto ai giudici di essere condannato:

Signor giudice, metteva sempre il furgone davanti alla porta della mia abitazione, io andai a dirlo al maresciallo e i vigili gli fecero 80 euro di multa e questi sono gli 80 euro per cui è degenerata questa cosa. Ho fatto una cosa imperdonabile, darei la vita per rimediare. Chiedo di essere condannato.

Bruscella si riferisce alle continue liti con la famiglia Menchise, residente nello stesso palazzo. Dispetti e minacce culminate in tragedia la sera della vigilia di Natale. L’anziano prese il fucile che teneva in casa e si presentò dai Menchise: uccise la moglie Antonietta Di Palma, 55 anni, i due figli Maria Donata e Matteo, di 31 e 27 anni, e ferì il capofamiglia Leonardo Menchise, 61 anni.

L’anziano confessò quasi subito e finì in carcere con l’accusa di omicidio e tentato omicidio:

Quella sera quello mi disse proprio così: “Mi hai fatto fare una contravvenzione di 80 euro… te la farò pagare cara. Ti farò fare la fine della macchina. Ti devo fare bruciare vivo con la benzina”».

E pensare che qualche tempo prima l’automobile dell’anziano era stata data alla fiamme, tanto da spingere l’uomo, pochi giorni prima del delitto, ad assicurare la propria abitazione contro danneggiamenti ed incendi e a rivolgersi più volte ai carabinieri. E’ evidente, come confermato ieri nel corso dell’udienza, che l’anziano temesse per la propria incolumità.

Il processo è ad un passo dalla sua conclusione. La sentenza di primo grado dovrebbe essere emessa nel corso delle prossime settimane.

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