“Il programma di Licio Gelli: una profezia avverata?”: intervista con Antonella Beccaria

Antonella Beccaria – trovate tutto su di lei sul suo blog , Xaaran – ha recentemente dato alle stampe per Socialmente Editore “Il programma di Licio Gelli: una profezia avverata?”. Antonella in passato aveva fatto parlare di sè per “Bambini di Satana”, su Marco Dimitri e la psicosi satanista mid-90’s, e per Stampa Alternativa ha

Antonella Beccaria – trovate tutto su di lei sul suo blog , Xaaran – ha recentemente dato alle stampe per Socialmente Editore “Il programma di Licio Gelli: una profezia avverata?”.

Antonella in passato aveva fatto parlare di sè per “Bambini di Satana”, su Marco Dimitri e la psicosi satanista mid-90’s, e per Stampa Alternativa ha pubblicato i volumi “Pentiti di niente” nel 2008, e “Uno bianca e trame nere” nel 2007. Abbiamo scambiato qualche mail e ne è venuto fuori quanto trovate qui sotto, buona lettura.

Spesso si parla di P2, ma pochi hanno idea di che cosa fosse realmente e perchè sia stata una minaccia per la democrazia di questo paese. Potresti spiegare che cosa fosse ai tempi la Loggia Massonica Propaganda 2 e quali fossero i suoi obiettivi?

La P2 è stata definita nel 1981 da Sandro Pertini “un’associazione a delinquere” e nello stesso anno da Marco Pannella una “grande vicenda criminale”…

…queste due affermazioni rendono bene cosa fu la storia della loggia di Licio Gelli. Una storia che si concluse con condanne per i depistaggi sulla strage alla stazione di Bologna del 2 agosto 1980, per corruzione e per la bancarotta del Banco Ambrosiano di Roberto Calvi, morto impiccato a Londra sotto il ponte dei Frati Neri nel giugno 1982. Ma fu anche altro: l’infiltrazione dei massimi vertici civili e militari dello Stato, il controllo dei mezzi d’informazione attraverso la presa del più importante quotidiano italiano, il Corriere della Sera, e malversazione di vario genere.

All’epoca la P2 fu “sconfitta” – virgolettato d’obbligo, visto cosa è diventata l’Italia oggi – dalla stessa magistratura che poi si è sistematicamente vista delegittimare dal partito del nostro attuale premier. Puoi spiegarci in che modo il piano di rinascita democratica avesse previsto tutto questo?

Indagare sulla P2 e arrivare ai risultati che raggiunsero i magistrati milanesi Giuliano Turone e Gherardo Colombo fu molto difficile. Perche’, negli anni precedenti, proprio chi indagava finiva per essere reindirizzato altrove. Le stesse modalità adottate da Turone e Colombo con la guardia di finanza furono particolari perché delle perquisizioni aretine sapevano solo coloro che dovevano eseguirle. Poi vennero i processi, malgrado fughe, latitanze e ulteriori tentativi di intorbidire la realtà. E con essi le condanne. Ma, al di là delle risultanze processuali a carico di Licio Gelli, molti uomini a lui legati non sono stati lambiti (o lo sono stati marginalmente) da indagini e hanno potuto continuare scalate e consolidamento di potere. Per questo alcuni dei punti del piano hanno potuto essere realizzati (o sono in corso di realizzazione).

Gelli, nel Paese che affonda in cui viviamo, è diventato un opinionista prèt-a-penser: conduce trasmissioni – Venerabile Italia – viene interpellato da stampa e tv. Che effetto ti fa tutto questo?

Ritengo che sia inaccettabile. Oggi Gelli viene presentato con un poeta, un letterato, un uomo a cui essere riconoscenti per aver donato all’archivio di Stato di Pistoia parte dei documenti storici che possedeva. E viene presentato come un opinionista, dunque come persona autorevole a cui chiedere un parere su vicende più o meno vicine nel tempo. Dei suoi trascorsi giudiziari, che sono gravissimi, non si parla più (o sono in pochi a farlo: Antonio di Pietro, Marco Travaglio, Gianni Barbacetto, per citare alcune delle voci che vengono guardate con maggior “fastidio” oggi dalla maggioranza di governo). Mai una domanda scomoda, mai la richiesta della verità sul piccolo schermo. Il
tutto nell’accettazione dell’opinione pubblica della quale solo una piccola percentuale protesta per quest’uso della televisione (pubblica o privata, in casi del genere, ha un’importanza relativa).

I conti col passato, in Italia, non si sono fatti nè col fascismo, nè tantomeno con la P2, visto che i tesserati dell’epoca, hanno fatto una discreta carriera. Soprattutto nel sistema dei media, penso a Costanzo – al tempo Direttore del micidiale “Occhio”, una specie di Sun piduista – tanto per fare un nome. Perchè dovrebbe farci paura tutto questo?

Perché quali garanzie di trasparenza si possono avere da persone che un tempo hanno partecipato a un’organizzazione tanto oscura? Non mi riferisco tanto all’ex direttore dell’Occhio quanto a personaggi di governo che ancora sono alla guida del Paese e che stanno manifestando delle derive sempre più discutibili, dal punto di vista della libertà d’espressione, di pensiero o di culto.


Un tempo il Quarto Potere era la stampa, che è stata prima affiancata e poi soppiantata dalla tv, ora, forse lo stesso accadrà con il web. E’ lì che si gioca il futuro, è lì che passerà il Potere, basti pensare quanto disse il Venerabile

« Il vero potere risiede nelle mani dei detentori dei Mass Media »
sarà sul web che si giocherà nei prossimi anni la partita?

Sì, chiaramente, perché la forza dell’informazione si sta spostando sempre più verso il web. E anche qui si tenta di imbrigliare la rete: ne è una dimostrazione, per esempio, l'”emendamento D’Alia” al decreto sicurezza, emendamento incentrato sulla “repressione di attività di apologia o istigazione a delinquere compiuta a mezzo internet” con cui si strimpella un fantomatico pericolo insito in piattaforme alimentate dagli utenti come Youtube o Facebook. Oppure la proposta di legge presentata da Gabriella Carlucci per “regolamentare Internet”. Anche qui, a fronte di un discorso che richiama la protezione dei cittadini, si vogliono mettere dei bavagli. Ma il discorso, in questo caso, sarebbe molto più ampio: si va infatti dalla tutela delle lobby dei contenuti al controllo dell’espressione, fenomeno che non riguarda solo l’Italia. Certo che quelli della rete e dei tentati incanalamenti sono temi da seguire molto da vicino.