Montalbano, omicidio: Nicola Di Stefano ucciso con una fucilata

La vittima secondo i carabineri era il nipote di Tindaro Calabrese, presunto boss del clan dei Mazzarroti.

Ancora un omicidio nel messinese. Nicola Di Stefano, 23 anni, pastore, è stato ucciso ieri pomeriggio a colpi di fucile nelle campagne di Montalbano Elicona. La vittima secondo i carabineri era il nipote di Tindaro Calabrese, presunto boss del clan dei Mazzarroti a Novara di Sicilia.

E nella zona di Barcellona Pozzo di Gotto ora gli inquirenti temono una nuova guerra di mafia. Questo è il terzo omicidio in menso di tre mesi nell’area, dopo le feroci esecuzioni di Giovanni Isgrò, 22 anni, l’uno dicembre scorso, e Giovanni Perdichizzi, 41 anni, 30 giorni dopo. All’agguato in cui ieri ha perso la vita Di Stefano, in contrada Pavarina di Montalababo, non avrebbe assistito nessun testimone, il 23enne stava accudendo le pecore quando è stato assassinato secondo la ricostruzione degli investigatori.

A fare la scoperta sono stati i familiari del ragazzo preoccupati dal fatto di non vederlo tornare a casa. Dopo le 21.00 hanno provato a telefonarlo al cellulare, non ricevendo nessuna risposta si sono recati in campagna. Il cadavere di Nicola giaceva a terra, a colpirlo a morte sarebbe stata una fucilata che l’ha raggiunto al volto.

L’omicidio ha tutte le caratteristiche di una esecuzione. Le indagini per ricostruire le esatte modalità e il movente del delitto sono condotte dagli uomini dell’Arma. Sul posto ci sono anche i colleghi del Reparto investigazioni scientifiche (Ris) che stanno effettuando tutti i rilievi del caso.

Foto © TMNews

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