Rimborsi pazzi: tutte le scuse dei consiglieri indagati

Le giustificazioni da ridere per i rimborsi spese in pasticcini, videogiochi e auto a noleggio

di guido

I nuovi scandali che hanno coinvolto i consigli regionali di Lombardia e Piemonte e che riguardano i rimborsi, diciamo così, “allegri” richiesti dai consiglieri regionali – che hanno cercato di farsi pagare con soldi pubblici anche (e soprattutto) spese che poco o nulla avrebbero a che fare con l’attività di rappresentanza politica – hanno anche un lato comico: le giustificazioni addotte da alcuni dei consiglieri pescati con le mani nel sacco.

Se c’è che, come Nicole Minetti, si è fatta rimborsare il libro di Paolo Guzzanti “Mignottocrazia” e poi ha detto “se volete restituisco i 16 euro”, c’è chi ha fatto di peggio. Sprezzanti del ridicolo, e ignari del fatto che a volte il silenzio è d’oro, diversi consiglieri indagati hanno deciso di spiegare il motivo della richiesta di rimborso. Con risultati tragicomici: l’ultimo in ordine di tempo è il consigliere Pdl in Lombardia Angelo Giammario, che si è fatto rimborsare dal gruppo consiliare 114.000 euro di taxi e noleggio auto. Come mai?

Perché così, non guidando io, potevo leggere e studiare per prepararmi all’attività del consiglio


Non solo: tra le spese sospette di Giammario ci sono 90 euro di gelati. Poca roba, ma il consigliere ha una giustificazione anche per quello:

Ad Alassio davo il gelato ai bagnanti provenienti dalla Lombardia … Andavo a comprare i gelati, e poi li distribuivo ai bagnanti lombardi

Certo, Giammario è un dilettante in confronto al collega leghista Cesare Bossetti, che ha speso 15.000 euro in pasticceria, tutti soldi rimborsati come spese politiche. Un habitué della pasticceria, quindi, anche se a suo dire Bossetti è diabetico. Allora come mai questa assiduità? Perché il Bossetti va in pasticceria a mangiare, e se offre un caffè o una pasta a un elettore, se si mette a parlare di politica con qualcun altro durante il pranzo, allora si fa rimborsare quelle spese come rappresentanza.

Dalla Lombardia al Piemonte il passo è breve. Maurizio Lupi, dei Verdi verdi, che ha speso 74.000 euro, di cui molti in videogiochi. Cosa c’entrano i videogiochi con l’attività politica?

I videogiochi servivano a intrattenere i figli e i nipoti dei partecipanti alle nostre riunioni”

Poi c’è anche chi ammette l’errore, ma non accetta di passare per disonesto. È il consigliere leghista al Pirellone Pierluigi Toscani, che tra le altre cose si è fatto rimborsare anche le cartucce e le armi da caccia. È un errore, spiega, perché

l’impiegata del gruppo Lega Nord in Regione, addetta ai rimborsi spese, ha purtroppo registrato e rimborsato questo scontrino cartucce il 30/07/2011, di 752 euro,scambiandolo per uno scontrino cartucce del toner stampante, di cui è previsto il rimborso. Sto già provvedendo a restituire i 752 euro al gruppo Lega.

Peccato poi che lo stesso Toscani si sia fatto rimborsare anche gratta e vinci e altri prodotti dal tabaccaio. Prodotti che, a suo dire, sono stati comprati assieme ai quotidiani e quindi sono finiti nella stessa nota spese.

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