Ore 12 – Il “mago” Berlusconi pronto a tirar fuori un altro coniglio dal cappello

A Silvio Berlusconi, nel prossimo congresso fondativo del Pdl, non basta l’investitura. Il Premier ha bisogno di una “idea” di forte impatto mediatico da lanciare agli italiani in vista dell’election day di giugno. L’ultima di Berlusconi sulla “liberalizzazione” dell’edilizia è un’arma a doppio taglio, sia per l’economia che per ammaliare l’elettorato. E la “sicurezza” e

A Silvio Berlusconi, nel prossimo congresso fondativo del Pdl, non basta l’investitura.

Il Premier ha bisogno di una “idea” di forte impatto mediatico da lanciare agli italiani in vista dell’election day di giugno.

L’ultima di Berlusconi sulla “liberalizzazione” dell’edilizia è un’arma a doppio taglio, sia per l’economia che per ammaliare l’elettorato.

E la “sicurezza” e l’ “anticomunismo”, da soli, non pagano in voti quando la crisi economica imperversa e mette in ginocchio il Paese e fa vacillare particolarmente proprio il Nord, volano produttivo nazionale e base elettorale della maggioranza di governo.

Con la Borsa italiana che nel 2008 ha perso il 50% della sua capitalizzazione (e nei primi due mesi del 2009 ha perso un altro 25%!), con un Pil che scenderà quest’anno del 2,5% (dopo aver perso l’1% nel 2008), con altri 2.500.000 disoccupati in arrivo entro l’anno, con industriali, artigiani, commercianti che non sanno più a che santo votarsi, con le famiglie con il terrore della quarta settimana, Berlusconi teme che la fiducia degli italiani nei suoi confronti e nei confronti del governo di centrodestra possa ridursi drasticamente nelle prossime settimane.

Nello staff del Cavaliere si sta lavorando alacremente al lancio della nuova “mossa”.

Berlusconi stavolta apparirà come il “presidente per i giovani”, con un piano innovativo per dare lavoro ai giovani, cioè al bacino elettorale decisivo, colpito come non mai dal precariato e dalla disoccupazione.

Il “presidente imprenditore” non ha portato fortuna agli imprenditori, oramai impotenti di fronte alla stretta creditizia e al crollo dei mercati esteri e dei consumi interni.

Ancor meno è riuscita l’operazione del “presidente operaio” con la cassa integrazione ordinaria dell’industria che a febbraio è cresciuta di ben il 553% rispetto a un anno fa.

Chi è disposto a credere (o a scommettere) che stavolta il “mago” tirerà fuori dal cappello il “coniglio” giusto?

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