Product placement in tv: il Senato lo approva mercoledì

I film italiani degli anni settanta erano e sono pieni di posacenere Punt & Mes, Acqua Pejo, Crodino, Fernet Branca, Martini in bella vista. Un tempo praticato sottobanco, il product placement – cioè, pubblicità occulta – è poi stato legalizzato, con esiti che lascio decidere a voi: pensate al primo bond con Pierce Brosnan per


I film italiani degli anni settanta erano e sono pieni di posacenere Punt & Mes, Acqua Pejo, Crodino, Fernet Branca, Martini in bella vista. Un tempo praticato sottobanco, il product placement – cioè, pubblicità occulta – è poi stato legalizzato, con esiti che lascio decidere a voi: pensate al primo bond con Pierce Brosnan per dire. Non solo nel grande schermo: da oggi anche in tv.

In Senato infatti mercoledì

il centrodestra dirà il primo convinto sì a una forma pubblicitaria già sperimentata nel cinema, ma finora vietata nei programmi e nelle fiction della tv come “Montalbano” e le altre. Gli esperti la chiamano product placement e consiste nel buttare lì – nel pieno di una scena – un prodotto e soprattutto la sua marca (ovvio, dietro lauto pagamento)

Mica c’è nulla di strano: leggete questo pezzo in cui alcuni Vip cadono dalle nuvole (“Era illegale!?! Non lo sapevo mica!“) era sul Corriere qualche tempo fa

La sponsorizzazione cosiddetta occulta, per ex calciatori e allenatori, per 10 puntate di Controcampo, andrebbe dai 20.000 euro per indossare maglieria firmata ai 10.000 euro per portare un gioiello con ciondolo a 7000 euro per mostrarsi con al polso un orologio

L’unica preoccupazione emersa è che questo genere di pubblicità possa intasare i programmi per bambini e teenager, come noto, in grado di movimentare buona parte della spesa familiare con i desideri loro imposti dal ridicolo sistema mediale che ci siamo creati. E, cielo, nessuno parli di confitto di interesse! Con la raccolta pubblicitaria classica che scricchiola, e le azioni Mediaset in crollo verticale.

Foto | Franco Tiba