Franceschini e il piano casa. La nuova strategia del no punta a colpire Di Pietro

C’è un piano sottile dietro la nuova strategia del no adottata dal Partito Democratico. Risulta ormai evidente che il mandato pro-tempore affidato a Dario Franceschini celi una tattica interamente volta a levare il terreno sotto i piedi dell’Italia dei Valori e del suo istrionico capitano.Tutte le prese di posizione del neo-segretario sono state dure, come

di luca17

C’è un piano sottile dietro la nuova strategia del no adottata dal Partito Democratico. Risulta ormai evidente che il mandato pro-tempore affidato a Dario Franceschini celi una tattica interamente volta a levare il terreno sotto i piedi dell’Italia dei Valori e del suo istrionico capitano.

Tutte le prese di posizione del neo-segretario sono state dure, come a sottolineare che da questo momento in poi l’opposizione sarà muro contro muro, in aperta contrapposizione alla linea del dialogo veltroniana. In questo senso va letta anche la barricata alzata nei confronti di un provvedimento non ancora licenziato e nemmeno più di tanto svelato come quello del piano casa.

Ma di che si tratta in realtà? Se dobbiamo prendere come modello quello varato in anteprima dalla Regione Veneto, il piano casa non contiene nulla di rivoluzionario o trascendentale. Sono previste agevolazioni fiscali da parte dei comuni per adeguamento degli standard qualitativi delle abitazioni pre-1989 e possibilità di ampliamento delle cubature fino al 30-35% (immobili abusivi esclusi). Il tutto nel rigoroso rispetto dei vincoli paesaggistici e ambientali. In pratica un aiuto alle ristrutturazioni per rilanciare il settore dell’edilizia. Tutte cose già viste. Contestabili, per carità, ma non più delle sovvenzioni al settore auto et similia.

E allora perché strepitare tanto? In breve, la parola d’ordine è una sola: recuperare i consensi fuoriusciti dal Pd a vantaggio di Di Pietro, anche a costo di tornare al vecchio anti-berlusconismo viscerale. Il tutto nel più breve tempo possibile, in modo da gettare quel salvagente che potrebbe salvare il partito nelle imminenti ricorrenze elettorali. Una nuova sconfitta infatti potrebbe significare l’anticamera dello scioglimento.

E poco conta se questa linea si sia rivelata storicamente perdente, al momento la poltrona conta più della vittoria finale.